Forte crescita delle esportazioni in febbraio

Scorcio di container colorati impilati ripresi dal basso verso l'alto sullo sfondo blu del cielo.

(30.03.2011) Il commerci estero svizzero se la cava molto bene in questo inizio anno. Secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), in febbraio le esportazioni sono aumentate del 10,4% in termini nominali, raggiungendo 16,5 miliardi di CHF, mentre le importazioni sono migliorate del 2,2% a 14 miliardi di CHF.

La bilancia commerciale produce quindi un eccedente di 2,5 miliardi di CHF, che equivalgono ad un ammontare due volte superiore a quello fatto registrare lo scorso anno.

In gennaio, 7 rami su 10 hanno visto aumentare le proprie esportazioni. L'industria delle macchine e dell'elettronica, l'orologeria e la metallurgia si trovano in cima alla classifica con una progressione compresa tra il 17% ed il 20%. Il miglior risultato è stato raggiunto dal sotto-gruppo delle macchine per la lavorazione dei metalli, con +62%. Al contrario, le industrie delle derrate alimentari, bevande e tabacchi, dell'abbigliamento, così come quella della carta e delle arti grafiche, hanno fatto registrare una calo.

Le esportazioni sono aumentate del 6,5% verso l'Europa e presentano un incremento a due cifre verso gli altri continenti. L'Africa e l'Asia hanno fortemente contribuito al balzo delle esportazioni svizzere, nella misura di un quinto ciascuna. In Asia, le esportazioni verso l'India sono raddoppiate, mentre quelle verso il Kazakistan e l'Azerbaidjan hanno avuto un incremento rispettivo del 155,9% e del 328,2%.

Le importazioni si sono invece intensificate per tutti i gruppi, fatta eccezione per i beni di consumo, che hanno subito un calo in questo inizio anno. Nelle materie prime ed i semi-prodotti, le forniture d'orologeria hanno fatto segnare la progressione più forte. Nel settore dei beni d'investimento, gli apparecchi e installazione di trasmissioni e le macchine motrici fanno registrare i migliori risultati.

Per quanto concerne la provenienza delle importazioni, ci si trova di fronte ad un'evoluzione eterogenea. Se le importazioni progrediscono rispettivamente del 3,7% e del 3,5% in provenienza dall'Europa e dall'America latina, si assiste invece ad una leggera flessione delle importazioni provenienti dall'Asia e dall'Africa e ad un crollo di un settimo per l'America del Nord.


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Ultima modifica 08.09.2015

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