La crisi del debito europeo preoccupa i direttori finanziari

Piano ravvicinato di due biglietti da cinque euro.

(10.08.2011) Una buona maggioranza dei direttori finanziari delle imprese svizzere (88%) pensa che la crisi del debito che sta attraversando l'Europa presenti dei rischi per la Svizzera. L'ottimismo economico dei Chief Financial Officers (CFO) è infatti diminuito fortemente tra il primo ed il secondo trimestre 2011, secondo un'inchiesta dello studio Deloitte.

Interpellati a proposito dei fattori che potrebbero costituire un rischio importante per le proprie imprese nel corso dei prossimi 12 mesi, i CFO hanno citato principalmente il rafforzamento del franco svizzero (60%), un rallentamento della domanda estera (57%), così come le tensioni persistenti nel sistema finanziario (42%).

Per la prima volta dalla creazione del sondaggio, i direttori finanziari interpellati si mostrano negativi a proposito delle prospettive finanziarie delle loro imprese. Il risultato netto è passato dal 34% del primo trimestre a -8% del secondo trimestre.

Per quanto concerne le prospettive congiunturali svizzere, i CFO si mostrano ottimisti riguardo la domanda e l'inflazione, che dovrebbe mantenersi al 2% circa nei prossimi due anni. L'aumento dei costi salariali appare invece il principale rischio.

Per quanto riguarda la crisi del debito europeo, i CFO reputano che le misure prese dai responsabili politici non siano appropriate. La maggior parte di questi (60%) raccomanda una ristrutturazione del debito dei paesi maggiormente toccati prevedendo una margine di sicurezza (haircut).

Ciononostante, i CFO si mostrano ormai piuttosto positivi in riferimento alla perennità della zona euro. Se al secondo trimestre 2010 solo il 43% delle persone interpellate credeva che sussistesse meno del 40% di probabilità che un paese membro abbandonasse la zona euro, questa percentuale ha ormai raggiunto il 67% al secondo trimestre 2011.


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Ultima modifica 08.09.2015

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