La competitività dell’economia svizzera in calo

In un ufficio dalle grandi vetrate con vista su edifici amministrativi, due uomini in abiti da ufficio discutono seduti ad un tavolo l'uno di fronte all'altro.

(15.06.2011) Nonostante l'economia svizzera abbia resistito particolarmente bene alla crisi economica, sta vivendo una ripresa meno vigoroso rispetto ad altri paesi. La Svizzera ha perso una posizione nella classifica annuale 2011 della competitività dell'IMD. Si piazza ormai al quinto posto, dietro a Hong Kong e gli Stati Uniti, Singapore e la Svezia.

Sola nazione europea con la Svezia e la Germania a trovarsi nei primi dieci posti in classifica, la Svizzera resta comunque uno dei paesi più competitivi al mondo, e questo nonostante la forza del franco. Per i dirigenti delle imprese interpellate nel quadro dello studio, la forza dell'economia elvetica è dovuta in particolare alla stabilità politica, all'alto livello di educazione ed alla presenza di personale qualificato.

Gli indicatori macroeconomici confermano anch'essi il buon andamento del paese. In termini di bilancia commerciale, la Svizzera si ritrova al secondo posto della classifica, grazie alle sue forti capacità d'esportazione. Il tasso di disoccupazione resta invece relativamente basso (4,2%). Inoltre, la Svizzera raggiunge il primo posto per quanto concerne la sua riserva di imprenditori di talento che beneficiano di un' esperienza internazionale, così come per le sue capacità linguistiche, che le permettono di soddisfare la domanda delle imprese.

La perdita di una posizione in termini di competitività è stata causata da una crescita sensibilmente inferiore a quella di altri paesi in competizione in termini di PIL, di esportazioni, di investimenti e di produttività. Per quanto riguarda il clima generale degli affari, la Svizzera perde 4 posizioni e cade all'11° posto.

Secondo IMD, la Svizzera non dovrebbe adagiarsi sulla sua competitività storica. Conviene investire al fine di accompagnare la crescita economica e demografica sviluppando delle politiche di aiuto alle PMI, delle infrastrutture dei trasporti e rafforzando la sua immagine di qualità sui mercati esteri.

(15.06.2011) Die Schweizer Wirtschaft konnte sich zwar in der Wirtschaftskrise besonders gut behaupten, doch der Wiederaufschwung fällt nun schwächer aus als in anderen Ländern. Im IMD-Ranking zur Wettbewerbsfähigkeit (World Competitiveness Yearbook) 2011 hat die Schweiz einen Platz eingebüsst. Sie steht nun hinter Hong Kong, den USA, Singapur und Schweden an fünfter Stelle.

Gemeinsam mit Schweden und Deutschland zählt die Schweiz zu den einzigen europäischen Ländern unter den Top Ten, womit sie trotz des starken Franken immer noch eines der wettbewerbsfähigsten Länder der Welt ist. Für die Unternehmensleitungen, die im Rahmen der Studie befragt wurden, hat die Schweizer Wirtschaft ihre Stärke insbesondere der politischen Stabilität, dem hohen Bildungsniveau sowie der Verfügbarkeit von Fachkräften zu verdanken.

Auch die makroökonomischen Indikatoren belegen den guten Gesundheitszustand des Landes. Beim Faktor Handelsbilanz landet die Schweiz dank ihrer guten Exportleistungen auf dem zweiten Platz. Die Arbeitslosigkeit ist verhältnismässig niedrig (4,2%). Ausserdem belegt die Schweiz den ersten Platz hinsichtlich ihres Pools an talentierten Unternehmen mit internationaler Erfahrung sowie hinsichtlich der Sprachkompetenzen, mit denen die Nachfrage der Unternehmen gedeckt werden kann.

Dass die Schweiz im Ranking zur Wettbewerbsfähigkeit einen Platz einbüsste, lässt sich mit dem vergleichsweise niedrigen Wachstum der Indikatoren BIP, Exporte, Investitionen und Produktivität erklären. Hinsichtlich des allgemeinen Geschäftsumfelds verliert die Schweiz 4 Plätze und rangiert so nur noch auf Platz 11.

Dem IMD zufolge darf sich die Schweiz nicht auf ihrer traditionell guten Wettbewerbsfähigkeit ausruhen. Ratsam wären Investitionen, mit denen das Wirtschafts- und Bevölkerungswachstum begleitet wird, insbesondere Unterstützung für die KMU, eine bessere Verkehrsinfrastruktur und eine stärkere Betonung des Imagefaktors Qualität auf den ausländischen Märkten.

Ultima modifica 08.09.2015

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