Il commercio estero svizzero continua a migliorare

Operaio che lavora con strumenti di precisione ad un orologio da polso.

(05.01.2011) Il commercio estero svizzero ha continuato la sua progressione durante il mese di novembre 2010. Secondo l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), l'orologeria ha avuto un netto miglioramento della crescita, mentre l'industria delle  macchine e dell'elettronica è pure progredita in maniera marcata. Gli scambi si sono rivelati particolarmente intensi con l'Asia e l'America del Sud.

Le esportazioni si sono rafforzate dell'8,2% a 17,5 miliardi di CHF. Corrette in base al numero di giorni feriali, ovvero un giorno in più rispetto a novembre, sono progredite del 4,2%. Le importazioni sono salite del 10,1% a 15,6 miliardi di CHF e raggiungono il 6% dopo la correzione. La bilancia commerciale del mese di novembre si chiude con un eccedente di 1,9 miliardi di CHF, inferiore del 5% a quello del 2009.

Secondo l'AFD, otto rami esportatori su dieci hanno visto la propria cifra d'affari guadagnare terreno. L'orologeria si situa ancora una volta in testa alla lista, con una crescita che raggiunge il 30%. L'industria delle macchine e dell'elettronica si è pure mostrata più dinamica rispetto ai primi dieci mesi dell'anno 2010. Al contrario, l'industria dell'abbigliamento ha continuato nella sua evoluzione negativa.

In entrata, tutti i gruppi si sono rafforzati a seconda dell'occupazione. In aumento di un settimo, le materie prime ed i semiprodotti, così come i beni di consumo, si sono distinti dagli altri gruppi. Le forniture d'orologeria sono aumentate di più della metà, mentre i semiprodotti in metallo e quelli elettronici fanno registrare un aumento rispettivamente del 31% e del 24%.

Tranne l'Africa (-16%), le consegne verso tutti i continenti sono aumentate. L'America latina mostra una crescita del 21% contro un sesto per l'Asia. L'Unione europea (+5%) ha invece avuto una crescita più modesta. In entrata, gli scambi si rivelano simili. Se le importazioni in provenienza dall'Africa e dal Nord America diminuiscono, quelle in provenienza dell'America latina sono aumentate del 18%, seguite dell'Asia e dall'Unione europea in aumento entrambe del 10%.


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Ultima modifica 07.09.2015

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