CFO svizzeri ottimisti per il 2011

Uomo sorridente in abiti da ufficio seduto con le mani intrecciate dietro la testa e i piedi appoggiati sulla scrivania.

(09.02.2011) Malgrado il clima economico mondiale incerto, i CFO iniziano il 2011 con ottimismo e prevedono una buona partenza sia per le loro imprese che per la Svizzera. Secondo lo studio Deloitte, l'80% dei CFO si aspetta un aumento dei redditi per i prossimi dodici mesi, ma soltanto l'8% di questi pronostica un aumento dei margini degli utili.

Mentre nel 2010 le imprese si sono concentrate sul controllo dei costi e la preservazione delle liquidità, quest'anno l'investimento torna ad essere al centro delle preoccupazioni. Secondo le previsioni dei CFO svizzeri, le assunzioni e le spese per gli investimenti dovrebbero aumentare di pari passo con la forza della ripresa.

Le condizioni di credito dovrebbero facilitare un aumento degli investimenti. Il 26% degli interpellati si aspetta che la propria domanda di credito aumenti nel corso dei prossimi 12 mesi. Si rivelano altrettanti coloro i quali prevedono un aumento dell'indebitamento della loro società nei tre anni a venire. I prestiti obbligazionari costituiscono la forma di finanziamento più attrattiva, seguita dai prestiti bancari. Le azioni restano invece considerate come la forma di finanziamento meno attrattiva.

Le prospettive economiche ottimistiche e le condizioni di credito favorevoli fanno sì che il 40% dei CFO preveda un aumento degli effettivi, mentre il 6% prevede un calo. Un grande maggioranza prevede l'aumento dei salari, pur se moderato. Il 19% dei CFO prevede un incremento delle assunzioni di collaboratori dall'estero durante l'anno 2011.

Le inquietudini dei CFO sono cambiate radicalmente negli ultimi 12 mesi. In effetti, se nel 2010 le cause più frequenti di ansia erano il finanziamento del debito, il controllo dei costi ed il rafforzamento dei flussi di cassa, un anno più tardi il quadro non è più lo stesso. Ormai, l'incertezza che concerne la situazione economica mondiale e le inquietudini macroeconomiche, come la crisi europea dell'indebitamento, sono le risposte più frequenti. Il rischio del cambio e la chiusura del franco svizzero, già considerate sfide e rischi maggiori lo scorso anno, continuano a far preoccupare i CFO.


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Ultima modifica 08.09.2015

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