"La leadership presuppone la consapevolezza dei propri valori"

Dirigere un servizio o un’impresa richiede qualità particolari. Imprenditore e specialista della direzione delle equipe, David Fiorucci esplicita gli atout di un buon leader. 

"Cosa si aspetta da un buon leader?" Questa domanda, David Fiorucci l’ha posta a più di 6'000 persone nel corso dei 25 anni di esperienza nello sviluppo di organizzazioni e la gestione di equipe. Le risposte ottenute sono sempre state le stesse, che si tratti di società private o di amministrazioni, di PMI o di grandi imprese, che siano attive nell’industria o nei servizi. Sulla base di questi risultati, lo specialista friburghese ha definito 9 elementi determinanti per dar prova di leadership. Spiegazioni. 

Come definirebbe la leadership? 

David Fiorucci: È la capacità di mettere le persone in movimento verso un obiettivo comune, in un ambiente stimolante, creativo e ispirante. Questo suppone di avere dei valori chiave, di esserne consapevole e di saperlo comunicare affinché l’equipe possa orientarsi in funzione di questo. La legittimità di un leader non dipende dalla posizione che occupa ma sono i suoi collaboratori a dargliela. 

Quali sono i valori o i comportamenti di un buon leader secondo lei? 

Fiorucci: Ho identificato nove aspetti chiave: avere una visione chiara, dare l’esempio, mostrare una certa presenza, accompagnare tutti nella propria realizzazione personale, comunicare in maniera trasparente e aperta, essere equo, disporre di competenze manageriali, sapersi organizzare e infine avere un impatto positivo sull’impresa. 

Nessuno può possedere tutte queste competenze… 

Fiorucci: No, ma se prese una ad una per decriptarle, permettono di lavorare sulle forze e le debolezze di un leader. Possono addirittura essere utilizzate da un’equipe per valutare la leadership del proprio capo. 

Come mettere in atto queste qualità nella quotidianità? 

Fiorucci: Uno degli aspetti importanti è la presenza di regole chiare ed il rispetto di tali regole. La giustizia e l’autenticità sono pure due fonti importanti di legittimità per un dirigente. In una PMI di 20 collaboratori, una giornata di team building per la direzione e un’altra per le équipe permettono di lavorare sugli elementi da migliorare. Inoltre, è importante essere aperti alle critiche. È una delle grandi forze di un leader. È la prova che i collaboratori possono esprimersi con la massima fiducia. 

Come può un dirigente migliorarsi sulla gestione d’equipe? 

Fiorucci: Ci vuole un certo tempo, direi da 5 a 10 minuti a settimana, per fare il punto della situazione. E a partire dal modello di leadership seguito e dai valori che si reputano importanti, bisogna valutare ciò che funziona e ciò che non funziona. Questo deve diventare una forma di routine positiva. Le ristrutturazioni o i cambiamenti in seno alle imprese sono sempre un’occasione per dar prova di leadership, ma in realtà questo deve avvenire quotidianamente, trasparire in ogni gesto. Dare l’esempio passa attraverso il rispetto della parola data, compresa la propria. Quando si promette di fornire un contatto in giornata, lo si fa. 

Tra le competenze da lei citate, alcune sono senz’altro frutto dell’esperienza. Un buon dirigente d’impresa deve per forza essere in là con gli anni o esperto? 

Fiorucci: Niente affatto, anzi, l’età può comportare delle routine e condurre a delle sbavature. Tutte queste dimensioni suppongono che ci si metta in causa costantemente. Talvolta, è la capacità di comunicare che si rivelerà cruciale e, in un altro momento, sarà il senso della giustizia. 

Una buona gestione d’equipe ha un impatto misurabile sui risultati dell’impresa? 

Fiorucci: Quando si riesce a creare un quadro in cui i collaboratori si sentono bene, si ha in pungo la leva del loro impegno. La salute e il benessere al lavoro sono elementi essenziali per le performance. Sono cruciali per permettere l’innovazione. Se i collaboratori non hanno paura di sbagliare, oseranno maggiormente. È perciò importante essere presente per accompagnarli. 

E quando si commette un errore? 

Fiorucci: Anche un buon leader può incappare in una decisione sbagliata o in un errore. La cosa più semplice da fare è scusarsi e dare spiegazioni, in particolare quando si ferisce qualcuno. Questo dimostra che si è umani, che si ha la situazione sotto controllo e che si ha capito ciò che è accaduto. Non bisogna però sentirsi costretto a farlo, soprattutto a causa di pressioni da parte del proprio entourage. 

E se la fiducia dei collaboratori va persa? 

Fiorucci: Bisogna rimettersi in discussione. Talvolta certe persone non si trovano al posto giusto e abbandonare la propria funzione di dirigente si rivelerà una liberazione per loro. Non tutti sono fatti per essere capi. Non è una questione di persona ma di competenze. Un lavoro su di sé può permettere a molte persone di diventare leader. Ma ci vuole il capo giusto al posto giusto. Una persona può non sentirsi a suo agio in una struttura multinazionale, o nel settore della finanza, ma darà prova di ottima leadership in un istituto sociale o in una piccola struttura.


Informazione

Biografia

Ritratto di David Fiorucci, imprenditore e specialista della direzione di equipe.

David Fiorucci ha iniziato la sua carriera professionale nel settore della chimica. La direzione delle equipe lo appassiona fin da subito. Si specializza in coaching, gestione d’impresa e studia l’etica fondamentale, fino ad ottenere nel 2009 un master in Sviluppo delle organizzazioni e del capitale umano presso l’Università di Neuchâtel. Parallelamente, sviluppa in modo empirico il suo metodo di formazione per la leadership. Sposato e padre di tre bambini, David Fiorucci è stato, in particolare, responsabile della formazione per La Posta, responsabile Learning and Development presso Swiss Life, per cui ha accompagnato la trasformazione, per poi fondare la propria impresa nel 2015, la quale impiega una quindicina di coach formati con il suo metodo. 

David Fiorucci ha pubblicato nel 2016, con Thomas Nast, Leader für eine nachhaltige Wirtschaft: LP3 Leadership. Questo libro riassume il suo metodo, chiamato LP3, ed uscirà in francese e in inglese nel 2017.

Ultima modifica 21.09.2016

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