"Si tratta di evitare ricorsi abusivi alle indennità di disoccupazione"

Le persone che occupano una posizione accostabile a quella di un datore di lavoro devono versare i contributi all’assicurazione contro la disoccupazione, ma hanno diritto alle indennità solo a determinate condizioni.

Quello che di primo acchito sembra una contraddizione è in realtà un meccanismo di protezione contro gli abusi. Una regola detta le condizioni in cui una persona che occupa una posizione accostabile a quella di un datore di lavoro può ricevere delle indennità di disoccupazione. Questa regola è univoca, nonostante certi articoli pubblicati sulla stampa germanica abbiano potuto dare l’impressione che esista un margine d’interpretazione per quanto concerne la sua applicazione. Hans-Peter Egger, responsabile del settore Esecuzione del diritto presso la SECO, ricorda ciò a cui le persone che si trovano in questa situazione devono stare attente.

Quali persone sono considerate dalle casse della disoccupazione in una posizione comparabile a quella di un datore di lavoro?

Hans-Peter Egger: È necessario differenziare le persone indipendenti dalle persone che occupano una posizione comparabile a quella di un datore di lavoro. I primi sono attivi in un’impresa individuale, ovvero non sono assunti da una persona giuridica. Non pagano quindi dei contributi all’assicurazione contro la disoccupazione e non hanno, di conseguenza, diritto alle indennità di disoccupazione. Al contrario, le persone che si trovano in una posizione comparabile a quella di un datore di lavoro sono impiegati da una persona giuridica (Sagl, SA) e hanno quindi per la loro posizione o per il loro investimento nell’impresa, una considerevole influenza sulle decisioni prese dal datore di lavoro. Un collaboratore di questo tipo pagherà senz’altro dei contributi all’assicurazione contro la disoccupazione, ma non avrà diritto alle indennità fino a quando non avrà lasciato definitivamente la sua posizione all’interno dell’impresa.

Le persone in questo tipo di posto hanno diritto alle indennità di disoccupazione dopo aver lasciato l’impresa? Se è così, a quali condizioni?

Egger: Sì, se hanno lasciato del tutto l’impresa. In altre parole, se hanno abbandonato tutte le loro parti nella società, così come la considerevole influenza sulle decisioni del datore di lavoro di cui disponevano. Le indennità di disoccupazione possono, infatti, essere accordate soltanto alle persone pronte a prendere un  nuovo posto e che, libere da ogni obbligo verso la loro precedente impresa, si trovino nuovamente a disposizione sul mercato del lavoro per un’attività salariata non indipendente.

Cosa accade in caso di fallimento?

Egger: La persona in una posizione equiparabile a quella di un datore di lavoro ha diritto alle indennità della disoccupazione dopo che si sia ufficializzata la dichiarazione di fallimento. Esiste tuttavia un’eccezione, quando la persona funge da liquidatore. In tal caso, il diritto alle indennità di disoccupazione inizia soltanto nel momento in cui la procedura di liquidazione è completamente terminata.

È possibile in questa posizione essere in disoccupazione parziale godendo di un’indennità da parte della cassa di disoccupazione durante questo periodo?

Egger: No, non è possibile fino a quando la persona occupa una posizione comparabile a quella di un datore di lavoro ed influenza le decisioni dell’impresa. In quanto, se questo fosse possibile, la persona potrebbe decretare lei stessa la fine del suo rapporto di lavoro. E se una società non andasse bene, perché gli azionari si metterebbero in disoccupazione parziale? Di regola, se vogliono davvero salvare l’impresa, gli azionari sono tenuti a mettere in opera quanto possibile per generare nuovamente cifre d’affari. Nessuna indennità di disoccupazione parziale può quindi essere versata perché, da un lato la cessazione del lavoro per queste persone non esiste o non può essere controllata e, dall’altro perché l’ indennità di disoccupazione parziale sarebbe raggirata dal loro scopo primario di sovvenzione.

Ma l’amministrazione non fa in tal modo pensare ad un sospetto generalizzato sugli imprenditori che desiderano, attraverso questa misura, salvare le loro imprese e mantenere i posti di lavoro?

Egger: Si tratta di evitare ricorsi abusivi all’assicurazione contro la disoccupazione, che è prevista unicamente come assicurazione per gli impiegati. Questo nell’interesse di un’economia di mercato affinché certe imprese sottoposte a concorrenza ed i loro dirigenti siano protetti dall’assicurazione disoccupazione. L’assicurazione contro la disoccupazione deve, in tale contesto di concorrenza, restare neutrale.

Chi decide se si tratta di una posizione comparabile a quella di un datore di lavoro?

Egger: Decide la cassa di disoccupazione. Per stabilirlo, si basa sui dati iscritti al registro di commercio, su questionari o altre informazioni utili.

Di quali risorse dispone una persona che occupa un posto comparabile a quello di un datore di lavoro per informarsi sui suoi diritti?

Egger: Su www.espace-emploi.ch troverà delle informazioni utili nelle direttive d’applicazione della Legge federale sull’assicurazione per la disoccupazione obbligatoria e l’indennità in caso di insolvibilità (Bollettino LACI B12 – B32), così come diverse brochure sull’assicurazione disoccupazione. La cassa dell’assicurazione contro la disoccupazione è pure a disposizione per rispondere ad eventuali domande.


Informazione

Biografia

Ritratto di Hans-Peter Egger, responsabile del settore esecuzione del diritto presso la SECO. Signore di mezza età con i capelli grigi.

Hans-Peter Egger ha studiato diritto a Berna dal 1977 al 1984 e ha passato l’esame di avvocatura. Dal 1984 al 1995 ha diretto a Berna il servizio giuridico del cantone nel settore Mercato del lavoro/ Assicurazione contro la disoccupazione. Dal 1996, Hans-Peter Egger è responsabile del settore Esecuzione del diritto presso la SECO.

Ultima modifica 27.09.2019

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