"La Turchia potrebbe diventare un mercato fondamentale"

Tra i paesi mediorientali, la Turchia ha fatto segnare uno dei maggior tassi di crescita economica negli ultimi anni. Una situazione che attira sempre più imprese svizzere, come ci spiega Alberto Silini.

Pur se la situazione politica del paese resta complicata, la Turchia mostra uno sviluppo economico folgorante da ormai qualche decennio. A lungo termine, la "Tigre del Bosforo" potrebbe anche diventare un mercato d’esportazione molto interessante per le PMI svizzere, sottolinea Alberto Silini, direttore del consulting presso Switzerland Global Enterprise (S-GE).

Quali sono i settori dell’economia turca più interessanti per le PMI elvetiche?

Alberto Silini: Le imprese svizzere sono evidentemente molto attive sul mercato delle macchine utensili, in particolare a destinazione dell’industria tessile. Storicamente, quest’ultima fu inoltre la prima grande industria a svilupparsi in Turchia. Le nostre PMI consegnano anche macchine ai settori alimentari, ai subappaltatori di automobili ed anche al settore medico. Devo menzionare pure i settori delle cleantech e dell’ambiente che incrementeranno la loro importanza nei prossimi anni. Non si deve inoltre scordare che la Turchia realizza al momento enormi investimenti per sviluppare e realizzare le proprie infrastrutture, in particolare ferroviarie. Anche questo è un mercato in cui gli imprenditori svizzeri avranno delle carte da giocare. Infine, vi è il mercato dei beni di consumo. La parte della classe media turca che dispone di un certo potere d’acquisto continua ad aumentare: lo si vede già ad Istanbul e ad Ankara. A medio termine, il settore vivrà una crescita interessante.

Appunto, quali sono le previsioni per la Turchia in fatto di crescita economica?

Silini: Le cifre variano tra il 2 ed il 5% di crescita annuale a seconda delle fonti, ma questo è difficile da accertare. È noto che la situazione politica interna è piuttosto tesa in questo momento, e questo influisce senz’altro sull’evoluzione economica del paese. I diversi scandali interni che agitano la Turchia da un anno hanno certamente provocato alcune inquietudini a questo livello. La lira turca ha anche perso valore, rincarando il costo delle importazioni. Infine, data la sua situazione geografica, con i problemi in Iraq, è difficile dire quale ruolo assumerà la Turchia in questo nuovo conflitto.

Quali conseguenze potrebbe avere la situazione attuale sull’andamento degli affari delle imprese svizzere attive in Turchia?

Silini: Tutto dipende dallo spazio-tempo considerato. A breve termine, fare investimenti in questo paese comporta certamente dei rischi. Ma a medio o lungo termine, la Turchia potrebbe diventare un mercato fondamentale. Se un’impresa dispone dell’energia e delle risorse necessarie, potrebbe essere molto interessante per lei piazzarsi in una buona posizione, anche se il potenziale si concretizzerà soltanto in seguito.

Quali primi insegnamenti può trarre dall’apertura un anno fa dell’ufficio di Switzerland Global Enterprise a Istanbul?

Silini: Il bilancio si rivela positivo. L’apertura del nostro ufficio ha generato una forte richiesta di informazioni sulla Turchia, e abbiamo anche già potuto concludere diversi progetti interessanti. In loco, aiutiamo le PMI svizzere sia per gli studi di mercato che per le ricerche di partner. È molto importante disporre di un partner locale affidabile per partire alla conquista del mercato turco. Il fatto di disporre di una base operativa a Istanbul ci permette di applicare una metodologia chiara ed efficace nella ricerca di seri associati locali, che si tratti di distributori o di agenti intermediari. Una procedura che può risultare complicata se realizzata dalla Svizzera, soprattutto considerando le importanti differenze linguistiche e culturali. Disporre di una persona fidata che conosca bene la lingua, gli usi ed i costumi locali rappresenta un vantaggio considerevole.

Di quali particolarità tener conto in una collaborazione con partner turchi?

Silini: Dico spesso, facendo l’occhiolino, che i turchi sono i migliori venditori al mondo. Sono molto bravi nel presentarsi e fare promesse mirabolanti e questo è senza dubbio una grande qualità in fatto di business. È quindi importante effettuare certe verifiche da sé, o con l’aiuto di una terza persona come S-GE, anche se non ci si deve nemmeno mostrare troppo diffidenti.

Quali consigli darebbe ad un imprenditore che prevede di investire sul mercato turco?

Silini: È essenziale recarsi sul posto per vedere come si organizza il mercato, com’è il paese. Il fattore tempo deve anch’esso essere preso in considerazione. Non bisogna aspettarsi di entrare sul mercato turco e ottenere guadagni da un giorno all’altro. Si tratta di un mercato che richiede tempo e mezzi per stabilire delle buone relazioni commerciali sia con i partner che con i clienti. L’aspetto personale ha un ruolo molto importante nelle relazioni d’affari in Turchia. Infine, è bene sottolineare l’importanza di far verificare in maniera indipendente le referenze, e la situazione finanziaria dei potenziali partner, in modo da evitare le cattive sorprese.


Informazione

Biografia

Ritratto di Alberto Silini, direttore del consulting presso Switzerland Global Enterprise (S-GE).

Nato a Sciaffusa nel 1974, Alberto Silini possiede un diploma federale di direttore vendite. Dopo aver lavorato per un’impresa attiva internazionalmente, è entrato a far parte di Switzerland Global Enterprise nel 2006. Oggi è Direttore del consulting e coordina il settore Turchia dell’organo di sostegno alle imprese esportatrici.

Ultima modifica 07.09.2015

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