"Un giovane imprenditore deve essere paziente"

Le start-up perseverano spesso diversi anni prima di poter commercializzare il loro prodotto di punta. Testimonianza di Carlos Ruiz partito alla conquista del mondo con la sua macchina per tortillas.

Fondata a Zurigo, la società Flatev (contrazione di "flatbread" ed "evolution") sta apportando gli ultimi ritocchi alla sua macchina per tortillas. Si basa sul principio delle macchina da caffè di tipo Nespresso: dopo aver inserito una capsula contenente della pasta, si ottiene in meno di un minuto una tortilla calda, pronta ad essere gustata. Carlos Ruiz, CEO e cofondatore di Flatev, ci spiega le ultime tappe necessarie prima dell'immissione sul mercato dell'apparecchio.

Come ha avuto l'idea della macchina Flatev?

Carlos Ruiz: Ho avuto l'idea di Flatev nel 2010, quando mi trovavo davanti alla mia macchina Nespresso. Mi sono infatti detto: perché non creare una macchina che fabbrica tortillas fresche? In effetti, durante i miei studi a Zurigo, mi sono preparato spesso dei piatti a base di tortillas, ma il gusto delle tortillas comprate nei supermercati non mi soddisfaceva affatto. Ho anche provato a preparare tortillas fresche ma ho notato subito che era difficile ottenere una pasta dalla consistenza adeguata. Dopo aver verificato che non esistesse alcun brevetto per un apparecchio di questo tipo, mi sono iscritto ad un corso Venture Challenge per sviluppare il concetto. Sono poi stato affiancato nell'avventura da Louis Franchon e dall'ingegner Jonas Müller. È proprio lui che ha concepito il primo prototipo, all'inizio del 2012.

La concezione dell'apparecchio ha posto problemi?

Ruiz: La difficoltà principale era legata al surriscaldamento di certi componenti: si tratta di un problema che stiamo risolvendo. L'atra sfida consiste nel semplificare la macchina, dato che il prototipo attuale costerebbe troppo nell'ambito di una produzione di massa. Mettere a punto la ricetta per le nostre capsule di pasta si è pure rivelato complesso. Infatti, non utilizziamo agenti conservanti nella nostra pasta per tortillas, in quanto desideriamo mettere l'accento sull'aspetto sano e naturale del nostro prodotto.

A che punto siete al momento?

Ruiz: La macchina funziona e produce pane di ottima qualità, di cui abbiamo potuto dare una dimostrazione nell'ambito di diversi eventi negli Stati Uniti ed in Europa. Cerchiamo ormai degli investitori per l'industrializzazione e la produzione dell'apparecchio. Sono appena rientrato da un salone internazionale dedicato agli elettrodomestici a Chicago e grandi compagnie hanno mostrato grande interesse per la nostra macchina.

Il mercato americano è il vostro target principale?

Ruiz: È chiaro che dopo il Messico, gli Stati Uniti sono i più grandi consumatori di tortillas al mondo. Al momento le tortillas sono preferite ai bagles ed ai sandiwich. Di conseguenza ci focalizziamo sul mercato americano, anche se esiste anche una domanda europea. Ciononostante, la squadra che ha concepito la nostra tecnologia resterà in Svizzera. È un posto ideale per la ricerca e lo sviluppo, in particolare per le nostre capsule di tipo Nespresso.

A che prezzo verrà venduto il vostro apparecchio?

Ruiz: Il prezzo finale sarà compreso tra i 200 ed i 300 dollari US. Questo equivale al prezzo che i consumatori americani sono disposti a pagare per una macchina come questa, secondo gli studi di mercato che abbiamo effettuato. Contiamo di proporre una macchina dal design il più semplice possibile, ma la cui facciata possa essere personalizzata come un iPhone.

Puntate ai consumatori privati o piuttosto ai ristoratori?

Ruiz: Il nostro principale scopo è permettere ai clienti privati di fabbricare delle tortillas fresche a casa loro. Ma sappiamo anche che lanciare un prodotto direttamente "Business-to-Customer" è complicato. Per questa ragione contiamo di istallare delle versioni di prova del nostro apparecchio nei ristoranti o negli uffici. In tal modo, i consumatori vedranno che il nostro prodotto funziona e potranno constatare con i loro occhi la differenza tra le nostre tortillas fresche e quelle che mangiano attualmente.

Prevede di proporre altri tipi di paste per pane?

Ruiz: Prossimamente inizieremo le prove con pani indiani di tipo roti e chapati. Il 50%  delle domande che ci pervengono attraverso il nostro sito web provengono infatti da persone di origine indiana che vivono in Europa o negli USA. Stiamo anche testando delle paste per tortillas con diversi gusti: chili, pancetta o cannella.

Quali sono le prossime tappe per Flatev?

Ruiz: L'obiettivo è di far uscire la nostra macchina per la fine del 2015. Per questo, contiamo di sistemare gli ultimi dettagli tecnologici nei prossimi quattro o cinque mesi. In seguito, cercheremo di trovare il finanziamento necessario per lanciare la produzione industriale. Sia tramite investitori, sia tramite un partenariato con una compagnia che possieda il savoir-faire per produrre e commercializzare l'apparecchio.

Cosa consiglierebbe ad un giovane imprenditore che desidera lanciarsi in un'avventura simile?

Ruiz: Prima di tutto, è necessario essere appassionati di ciò che si fa. In secondo luogo, bisogna essere pazienti, in quanto nulla arriva nell'immediato. E poi non si deve esitare ad iscriversi ai corsi proposti in Svizzera, di tipo Venture Lab o Kick Venture. Vale davvero la pena intraprendere il percorso dell'imprenditoria. Oggi non potrei immaginare di fare altro nella mia vita.


Informazione

Biografia

Ritratto di Carlos Ruiz, fondatore della società Flatev.

Originario di Guadalajara in Messico, Carlos Ruiz è titolare di un bachelor in Scienze politiche ottenuto all’Università di Zurigo. Dal 2011 si consacra a tempo pieno alla start-up che ha cofondato e divide la sua vita tra la Svizzera e gli Stati Uniti, in previsione del lancio della sua macchina per tortillas Flatev.

Ultima modifica 27.09.2019

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