ʺBisogna utilizzare le possibilità offerte dalla leggeʺ

Lo status di imprenditore indipendente dà una grande libertà, che si accompagna però ad un certo numero di obblighi legali. Branko Balaban ricorda le procedure da non dimenticare prima di mettersi per conto proprio.

Lanciarsi come indipendente richiede energia, competenze imprenditoriali ed anche una certa disciplina. A ciò si somma la necessità di acquisire un insieme di conoscenze in materia di fisco, di assicurazioni o di diritto. Branko Balaban, avvocato, notaio ed esperto fiscale diplomato, propone qualche suggerimento per una partenza riuscita nella vita indipendente.

Quali sono i criteri di definizione del lavoratore indipendente?

Branko Balaban: Per l’amministrazione fiscale così come per le casse di compensazione, la definizione dello status di indipendente viene effettuata secondo criteri connessi all’organizzazione del lavoro (implicazione, subordinazione e obbligo di sottostare a delle indicazioni) ed in funzione dei rischi d’impresa assunti dall’imprenditore. La maggior parte dei casi sono bianchi o neri, ma se una persona desidera lanciarsi in un’attività indipendente senza essere sicura del proprio status, la cosa migliore è domandare il parere di uno o una specialista.

Quali sono i passi da effettuare quando si debutta in un’attività indipendente?

Balaban: Ci sono diverse cose da fare. Innanzitutto bisogna verificare se è necessario annunciarsi al registro di commercio. Inseguito bisogna dichiararsi come indipendente alle casse di compensazione delle assicurazioni sociali, ma anche dell’amministrazione fiscale ed eventualmente alle autorità competenti in materia di IVA. Anche in questo caso può essere saggio domandare consiglio ad un avvocato, ad un fiscalista o ad un’associazione di categoria se non si è sicuri del percorso da seguire.

Gli imprenditori hanno tendenza, quando divengono indipendenti, a risparmiare sulle spese fisse, in particolar modo sui contributi sociali. Quali possono essere le conseguenze?

Balaban: Come ovunque ci sono delle regole da rispettare, se le autorità scoprono che non sono stati dichiarati correttamente i propri introiti o che non sono stati pagati certi contributi, da una parte si potrà essere tenuti a rimborsare il non pagato e d’altra parte ci potranno essere delle multe. Chiaramente c’è un margine di valutazione, ma se si guadagnano dei soldi, è normale pagare le tasse ed i contributi sociali.

A proposito, e per quanto riguarda le imposte?

Balaban: L’indipendente deve domandarsi se vuole occuparsi lui stesso della contabilità e delle questioni relative alle finanze o se preferisce affidare queste questioni ad uno specialista. In regola generale, la maggior parte degli imprenditori penserà che ciò prende tempo e che questo tempo potrebbe essere consacrato a generare della cifra d’affari. Inoltre, le regole in materia di tasse sono talmente cambiate in questi ultimi anni che può essere difficile mantenere una visione d’insieme. Personalmente, raccomando agli imprenditori di rivolgersi ad uno specialista, altrimenti rischiano di passarci tutti i loro weekend. Per quanto riguarda il pagamento dilazionato, ciò dipende dalle preferenze di ognuno. Taluni apprezzano di pagare una parte mensile, altri vogliono pagare in una sola volta, quando tutte le loro fatture sono state pagate. È vero che quando si lavora per conto proprio, con investimenti talvolta importanti, si può apprezzare il fatto di avere un certo margine di manovra, che in certi mesi permette di prendere una boccata d’aria.

In quali casi è saggio sottoscrivere un’assicurazione per perdita di guadagno?

Balaban: Penso che se l’imprenditore è giovane, con una famiglia a carico e non dispone di riserve finanziarie importanti, è sempre indicato che sottoscriva un’assicurazione per perdita di guadagno. Perché se si trovasse fermo per malattia, sarebbe bloccato. Fortunatamente è possibile pianificare questi rischi in anticipo, in modo da essere coperti ragionevolmente in caso di incidente o di malattia.

E per quanto concerne la previdenza professionale?

Balaban: Le persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente possono versare nel proprio terzo pilastro una cifra corrispondente al 20% del proprio guadagno annuo, con però un limite annuo di CHF 33'696. È ugualmente possibile versare una quota al secondo pilastro con talune restrizioni. Più presto l’imprenditore riflette a queste questioni, maggiore sarà il suo margine di manovra per evitare le difficoltà ad un’età avanzata. Alcuni indipendenti apprezzano di depositare i propri soldi nel terzo pilastro, altri desiderano investire i soldi della cifra d’affari nella propria impresa. Possono anche comprare un bene immobiliare. Consiglio sempre di diversificare i propri investimenti, con un po’ di secondo pilastro, un po’ di terzo pilastro e degli investimenti privati. Come dice il proverbio: non bisogna mettere tutte le uova nello stesso paniere.

Quali consigli darebbe a qualcuno che desidera lanciarsi come indipendente?

Balaban: La prima cosa è avere un buon business plan. Non dico di avere un documento di 50 pagine, ma è importante per l’imprenditore sapere ciò che vuole, dove va, e di quali risorse finanziarie dispone. La maggior parte delle imprese che affondano, vanno in fallimento a causa della mancanza di liquidità. Bisogna dunque valutare bene la cifra necessaria per tenere i primi mesi. Il secondo punto concerne le assicurazioni sociali. Siccome un lavoratore indipendente non può versare quote all’assicurazione disoccupazione, è essenziale premunirsi contro i rischi legati ad una cessazione del lavoro. Infine, il terzo elemento sono le tasse. È normale pagare delle tasse quando un’impresa ha successo. Trovo però peccato non utilizzare le possibilità offerte dalla legge, soprattutto in materia di detrazioni fiscali. Il diritto offre molte possibilità legali. Un imprenditore deve padroneggiare le proprie spese e le tasse ne fanno parte.


Informazione

Biografia

Ritratto di Branko Balaban, avvocato, notaio ed esperto fiscale diplomato.

Branko Balaban consiglia privati e imprese come avvocato, notaio ed esperto fiscale diplomato in seno allo studio Bachmann Partner a Lucerna e alla società Taxteam AG a Zugo. Presiede inoltre il consiglio d’amministrazione della Banca Raiffeisen di Obvaldo, così come l’istituto di fiscalità dell’Unione svizzera delle fiduciarie. Siede ugualmente in seno al parlamento del canton Obvaldo, dove è stato eletto nel marzo 2014.

Ultima modifica 07.09.2015

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