"La violazione dei nostri brevetti ci costa molto cara"

Per far fronte al franco forte ed alla concorrenza, il fabbricante di sedie a rotelle Levo sviluppa dei nuovi prodotti meno cari e più performanti, destinati a migliorare la qualità di vita delle persone portatrici di handicap. Colloquio con il suo direttore operativo Heinz Bögli.

Una sedia a rotelle che permetta ad una persona portatrice di handicap non soltanto di stare seduta ma anche in posizione verticale. È l'invenzione dell'impresa Levo, che esporta il 95% dei suoi prodotti in 36 paesi. Fondata nel 1975, la società impiega oggi 20 collaboratori a Wohlen, nel canton Argovia. Malgrado il franco forte che grava sui suoi margini, sta sviluppando dei nuovi prodotti per il mercato degli handicap in piano stravolgimento.

Come vengono distribuite le vostre sedie a rotelle?

Heinz Bögli: Gli utilizzatori delle nostre sedie a rotelle sono delle persone handicappate a mobilità ridotta. Proponiamo loro i nostri prodotti all'ospedale o nei centri di riabilitazione, in occasioni di fiere o di sedute informative. Sono anche consigliate dai fisioterapisti, dagli ortopedici o dai medici.

In che modo le vostre sedie si differenziano dalle altre?

Bögli: La principale differenza è il fatto che permettono di stare in posizione verticale, ovvero in piedi come le persone non invalide. Questo offre diversi vantaggi dal punto di vista sociale ma anche medico. La posizione verticale permette in particolare di stimolare le funzioni cardiovascolari, respiratorie e digestive, e di lottare contro l'atrofia muscolare. In piedi, una persona portatrice di handicap acquista autonomia e migliora la sua qualità di vita. Può realizzare compiti domestici, vivere in maniera più indipendente e reintegrarsi nel mondo del lavoro.

Queste sedie sono prodotte in serie o costruite su misura?

Bögli: Le nostre sedie sono costruite su misura. Misurazioni precise e la descrizione dell'handicap accompagnano ogni unità mandata in produzione. Inoltre, il sistema di comando della sedia, che permette di farla avanzare o di modificare la posizione del sedile, è adattato alle lesioni del paziente.

Dove si trova il vostro centro di produzione?

Bögli: Tutte le nostre sedie vengono assemblate nella nostra sede di Wohlen, nel canton Argovia. Fino al 70% degli elementi principali, fra cui le sedie, lo schienale e l'armatura, provengono da fornitori svizzeri.

Quale percentuale ricopre l'export nelle vostre attività?

Bögli: Levo realizza il 95% degli affari all'estero. La Germania, la Francia, il Nord America, la Gran Bretagna ed i paesi scandinavi rappresentano i nostri più grandi mercati. Siamo presenti in 36 paesi attraverso una rete di rivenditori specializzati.

Siete toccati dalla violazione dei brevetti?

Bögli: Certamente! Purtroppo ne siamo vittime! Ci costa ogni anno dal 2% al 3% della nostra cifra d'affari. Nello spazio europeo, è ancora possibile difendere i propri brevetti, ma altrove la cosa si rivela molto più complicata.

In quale misura il franco forte ha influenzato l'andamento dei vostri affari?

Bögli: Siamo stati colpiti duramente. I nostri concorrenti sono molto attivi, in particolare con prodotti realizzati in Asia. Al momento della crisi del franco, i nostri prezzi di vendita sono saliti tra il 30% ed il 35% in pochissimo tempo e questo ha messo i nostri rivenditori in grandi difficoltà. Inoltre, una produzione realizzata in Svizzera pesa fortemente sui nostri costi.

Quali misure avete adottato per far fronte a questa situazione?

Bögli: I nostri margini ne hanno risentito. Abbiamo dovuto diminuire i nostri prezzi di vendita, accordare ad esempio degli sconti supplementari ai nostri distributori. In più, abbiamo negoziato con i nostri fornitori, in particolare quelli con sede in Svizzera, per ridurre i nostri costi di produzione. Per quanto concerne gli acquisti, la forza del franco ci ha già aiutati un po', ma moltiplicheremo i nostri approvvigionamenti all'estero. Per ragioni d'immagine e di qualità vogliamo tuttavia continuare a fabbricare i nostri prodotti chiave e conservare il nostro centro di produzione in Svizzera.

Come si presenta la vostra situazione oggi?

Bögli: Al problema del franco forte è venuto ad aggiungersi il rallentamento economico. Gli Stati e le assicurazioni sociali sono indebitati e riducono i loro budget, in particolare nell'ambito degli handicap. Grazie ad una collaborazione con la Scuola professionale specializzata del nord-ovest della Svizzera siamo riusciti a testare dei materiali e delle nuove funzionalità. Per una parte di questi lavori siamo stati e siamo ancora sostenuti dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) della Confederazione. I nuovi prodotti nati da questa collaborazione sono da un lato sedie ad un prezzo accessibile e, dall'altro, concepiamo pure modelli più innovatori per handicap specifici. Questi prodotti usciranno in autunno. Simultaneamente stiamo intensificando le nostre reti di rivenditori e lavoriamo all'apertura verso nuovi mercati, come i paesi arabi, il Sud America e l'Europa dell'est.


Informazione

Biografia

Ritratto di Heinz Bögli, direttore operativo di Levo, fabbricante di sedie a rotelle.

Per diversi anni Heinz Bögli ha occupato diverse funzioni in industrie esportatrici svizzere, con in particolare il compito di migliorare la competitività internazionale. Diplomatosi in tecnica di costruzione presso una scuola superiore (ES) ed in economia aziendale (formazione continua), è diventato direttore operativo di Levo dal 2010. È padre di due bambini e consacra il suo tempo libero alla musica ed alla natura.

Ultima modifica 05.09.2015

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