"I vantaggi di assumere nuovi subappaltatori si riscontreranno soltanto a medio termine"

Il fabbricante di motori di precisione Etel evolve in un settore ancora relativamente robusto nonostante la crisi del franco forte. Ma per restare competitiva, l’impresa punta sull’innovazione e la ricerca di nuovi subappaltatori nella zona Euro. Colloquio con il direttore Denis Piaget.

Fondata nel 1974, l'impresa neocastellana Etel è divenuta uno dei principali fornitori mondiali di sistemi di azionamento e di posizionamento per applicazioni industriali di alta precisione. A Môtier, Etel sviluppa in particolare motori, sistemi meccanici e elettronici di controllo istallati su macchine che servono a fabbricare cip elettronici che si trovano nei computer, negli smartphone ed anche nelle automobili. Etel conta oggi 400 collaboratori in Svizzera e nelle sue filiali di vendita all'estero, in particolare in Germania, in Francia, in Italia, a Singapore e negli Stati Uniti.

Qual è la specificità dei vostri prodotti?

Denis Piaget: Cerchiamo di rendere i nostri prodotti unici sul mercato. Sviluppiamo infatti dei sistemi che i nostri concorrenti faticano a realizzare. La nostra specialità consiste nelle tecnologie di movimento ed i servomotori di precisione. Equipaggiamo in particolare delle macchine destinate a fabbricare componenti elettronici. In tal modo ci distinguiamo per l'innovazione.

Come va la domanda nel vostro settore?

Piaget: Dopo la crisi finanziaria, ha avuto una forte progressione tra il 2010 ed il 2011. Soltanto alla fine di questo 2012 cominciamo a riscontrare una flessione del mercato. Il nostro settore comporta dei cicli in cui la domanda può scendere bruscamente del 30% o del 40% e risalire poi altrettanto rapidamente al valore iniziale. Su scala globale, da una trentina danni a questa parte, la domanda di beni d'investimento per i componenti elettronici è aumentata del 10% circa all'anno.

Quale percentuale della vostra cifra d'affari realizzate all'estero?

Piaget: Oltre il 90% della nostra cifra d'affari viene realizzata all'estero. Inoltre, se teniamo conto del fatto che i nostri clienti svizzeri esportano anch'essi, questa cifra raggiunge alla fine il 100%. Questi ultimi sono anche sottoposti agli effetti del franco forte.

Verso quali paesi esportate?

Piaget: Il nostro mercato più importante è l'Europa, con la Germania in primis, e l'Olanda, la Francia e l'Italia. Ma osserviamo sempre più uno spostamento della domanda dalla Germania all'Asia, in particolare verso la Corea, Singapore, il Giappone e la Cina. Distribuiamo i nostri prodotti anche attraverso filiali della nostra casa madre. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri clienti.

Avete risentito degli effetti del franco forte sulle vostre attività?

Piaget: Il nostro settore è caratterizzato da una grande inerzia a causa delle durate di sviluppo relativamente lunghe. Ci vogliono infatti circa tre anni tra l'inizio della concezione di un prodotto ed il momento in cui lo si monta su una macchina. Infatti, il numero dei contratti dipende meno dal tasso di cambio giorno dopo giorno ed i problemi posti dal franco forte non si manifestano direttamente.

Ciononostante, abbiamo dovuto fare dei compromessi sui prezzi e questo ha portato ad una riduzione dei nostri margini: questo potrebbe compromettere lo sviluppo dei nuovi prodotti. Di conseguenza, cerchiamo di rivolgerci a nuovi subappaltatori che ci permettano di ritrovare i nostri margini. Ci rivolgiamo evidentemente verso la zona Euro. Ma la qualifica dei nuovi subappaltatori richiede tempo e gli effetti si faranno sentire soltanto a medio termine.

Avete messo in atto altre soluzioni per far fronte a questa situazione?

Piaget: Dobbiamo migliorare l'efficacia dell'impresa in quanto i nostri costi diventano più elevati. I processi interni devono essere ottimizzati, lo sviluppo di nuovi prodotti deve diventare ancora più efficace e questo ci permetterà di restare competitivi, con una produttività superiore ai nostri concorrenti. Contiamo anche su un'inflazione delle altre monete per riequilibrare la partita e restare globalmente competitivi.

Come vede il futuro della sua impresa?

Piaget: La filosofia della nostra impresa consiste nel proporre prodotti dal forte valore aggiunto, altamente tecnologici, di cui i nostri clienti necessitano. È perseguendo questa strada che potremo continuare a distinguerci.


Informazione

Biografia

Ritratto di Denis Piaget, direttore di Etel, fabbricante di motori di precisione.

Ingegnere in microtecnica diplomatosi al Politecnico federale di Losanna (EPFL), Denis Piaget inizia la sua carriera al Centro svizzero di elettronica e di microtecnica (csem) come ideatore di circuiti integrati. Si unisce alla società Etel nel 1991, dove comincia a sviluppare tecnologie spaziali e industriali e dove assume poi diverse responsabilità commerciali. Accede infine al posto di direttore generale nel 2003. 

Ultima modifica 05.09.2015

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