"I negozi multimarche vanno scomparendo poco alla volta"

Il marchio neocastellano di vestiti Heidi.com accede ad un nuovo stadio del suo sviluppo. Fa ormai parte dei grandi marchi dato che apre i battenti un negozio molto futurista.

Con sede a Saint-Blaise, Heidi.com crea e fabbrica vestiti che si vendono anche al di là delle frontiere svizzere. Il giovane marchio lancia quattro collezioni ogni anno ed apre un nuovo negozio di 250 m2 nel centro di Neuchâtel verso la metà di dicembre. Abbandona quindi il commercio online per sviluppare la vendita in negozio. Questo spazio totalmente futurista illustra un nuovo concetto di retail. È stato realizzato in collaborazione con gli architetti di Zaha Hadid e Samsung Chemical Europe così come Samsung Semiconductor. Spiegazioni di un percorso atipico con il suo direttore, Andreas Doering.

Come si è alleata una piccola PMI svizzera con dei giganti come Zaha Hadid e Samsung?

Andreas Doering: Il nostro concetto gli è piaciuto. Samsung ci ha reperiti grazie alla nostra immagine molto svizzera e aperta su nuovi progetti. Il celebre studio Zaha Hadid si occupa dell'architettura del nostro nuovo negozio di Neuchâtel. Per questo studio internazionale si tratta di un punto di partenza per sviluppare affari in Svizzera. Questo negozio del futuro dispone di terminali internet affinché i clienti possano comandare in diretta. Possono anche fare delle prove virtuali di abiti. Questa soluzione è ideale nel caso in cui uno degli articoli non fosse disponibile nello stock del negozio, ma accessibile sul web. Inoltre, il commesso riceve anche una commissione per un'ordinazione effettuata in loco attraverso i terminali. Questa pratica è piuttosto rivoluzionaria nel commercio al dettaglio.

Come si spiega il vostro successo?

Doering: Concerne molte persone, in quanto tocca chiunque. In tutto il mondo si conosce il personaggio della piccola montanara. Questa immagine veicola numerosi elementi positivi ancora poco sfruttati in Svizzera. Heidi.com piace a coloro i quali si identificano alla sua immagine.

Perché aver creato questo legame con l'eroina di Johanna Spyri?

Doering: Heidi.com si definisce come un marchio urbano piuttosto orientato verso il giovane adulto cittadino. Ritraccia una serie di valori come la purezza, la sobrietà ed un'immagine della Svizzera molto attrattiva all'estero. Il logo di Heidi apporta valori alpini e l'estensione ".com" si iscrive nei settori della comunicazione. L'idea di appropriarsi di questo nome su internet mi è venuta quanto lavoravo ancora alla manifattura di carillon Reuge, a Sainte-Croix (NE). Poco dopo, nel 2004, ho fondato la società quando mi sono associato a mio cognato Willy Fantin che si occupa maggiormente degli aspetti della vendita e del marketing della ditta. Io mi occupo piuttosto della gestione e della direzione artistica. Oggi abbiamo otto collaboratori.

Ci può descrivere il vostro modello d'affari?

Doering: La nostra idea iniziale consisteva nell'aprire un'attività nell'e-commerce. Abbiamo creato il logo Heidi e l'abbiamo poi fatto conoscere sul mercato. Abbiamo dapprima sfondato grazie alla vendita di magliette con l'emblema della ragazzina. Siccome la gamma di vestiti ha funzionato bene, ci siamo subito concentrati sulla confezione, soprattutto sulla maglieria per entrambi i sessi. La nostra prima collezione è stata prodotta in Turchia, poi in India. Attualmente, siamo appena rientrati in Europa e produciamo tutti i nostri abiti in Portogallo. Lavoriamo in un ciclo più classico che consiste nel vendere in autunno per l'inverno successivo.

Secondo lei, a cosa è dovuto il successo di un'attività di e-commerce?

Doering: In realtà, un marchio si impone quando riesce ad essere presente in un negozio. Più è visibile, più persone lo proveranno. E più lo compreranno su internet: infatti, i clienti che hanno provato i nostri prodotti nei punti vendita possono ordinarli facilmente sul web. Nel nostro caso, abbiamo pure beneficiato dell'interesse dei media romandi, che ci hanno aiutati a farci rapidamente un nome. Così molti negozi ci hanno contattato.

Chi sono i vostri clienti?

Doering: Beneficiamo di uno dei vantaggi di internet: il fatto che coinvolge il mondo intero. Siamo più presenti in Europa che negli Stati Uniti e stiamo pian piano raggiungendo i mercati asiatici. Per il momento, la nostra strategia consiste nel rivolgerci a chi ci è vicino, quindi alla Svizzera. Le nostre esportazioni hanno anche risentito della forza della nostra moneta.

Qual è il vostro posizionamento sul mercato elvetico?

Doering: Costituiamo un piccolo attore in una grande industria. Facciamo parte di una nicchia specifica, in quanto in termini di creazione in Svizzera nessuno propone ciò che noi facciamo, eccezione fatta forse per Switcher. Non esiste una ditta che offra la possibilità di creare vestiti che portano il marchio di una società privata. Questa attività, che si sviluppa sempre più con i nostri clienti imprese, costituisce la maggior parte dei nostri affari.

Come sta andando il settore della confezione?

Doering: È un po' sofferente. I negozi online del tipo e-boutic vendono numerosi articoli a prezzi ridottissimi e incitano i clienti a comprare al momento dei ribassi e non quando ne hanno voglia. Constato una sorta di livellamento al ribasso, in particolare della qualità. Infatti, i negozi multimarche vanno scomparendo poco alla volta in favore delle superfici di vendita monomarca.

Cosa consiglia ad un futuro imprenditore?

Doering: Penso che non si debba riflettere troppo e che ci si debba lanciare. Se si desidera fondare una società, è necessario buttarsi e mettere in pratica il proprio desiderio. Non si deve ispezionare ogni insidia, ma piuttosto ogni mattone che servirà per la costruzione.


Informazione

Biografia

Ritratto di Andreas Doering direttore di Heidi.com.

Nato a Ginevra nel 1972, Andreas Doering è tedesco. Ha seguito il percorso della Scuola alberghiera di Losanna. Ha lavorato nel marketing presso Reuge, a Sainte-Croix prima di operare nel settore della comunicazione, in particolare nel ramo dell’orologeria. Nel 2004 crea Heidi.com a Saint-Blaise con il cognato Willy Fantin. 

Ultima modifica 07.09.2015

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