"Siamo in calo del 20% sul mercato europeo, a causa dell’indebitamento degli Stati"

Specializzato nell’istallazione di orologi, di sistemi orari e di riferimenti temporali, il marchio bernese Mobatime cerca nuovi mercati per compensare un’economia europea indebolita. Colloquio con il suo direttore Jürg Lutz.

Fondata nel 1938, Moser-Baer è oggi un gruppo che conta 280 collaboratori in tutto il mondo. In Svizzera, 200 impiegati sono ripartiti tra la sua sede ed il suo sito di produzione a Sumiswald nel canton Berna e la sua società di vendita, le cui succursali si trovano a Dübendorf nel canton Zurigo e a Mont-sur-Lausanne, nel canton Vaud. La società esporta il 70% della sua produzione. Toccata dal franco forte a livello dei suoi margini, il suo marchio principale Mobatime subisce un calo degli investimenti da parte della clientela statale europea, spiega il direttore Jürg Lutz.

In quale settore la Moser Baer sviluppa i suoi prodotti?

Jürg Lutz: Con il marchio Mobatime concepiamo e fabbrichiamo orologi per luoghi pubblici, come le stazioni, gli aeroporti o le scuole. Produciamo anche dispositivi di riferimento orario. Ad esempio, nel settore del controllo del traffico aereo, vengono utilizzati nei server per sincronizzare il sistema di sorveglianza radar. Queste due attività rappresentano un terzo della nostra cifra d'affari.

Mobatime vive soltanto delle sue attività orologiere?

Lutz: No. Possediamo una rete di società di diffusione. In Svizzera, in Germania, nella Repubblica ceca, in Russia, in India e da poco in Cina, delle succursali distribuiscono il nostro marchio con un ventaglio di prodotti complementari ai nostri. Inoltre, le società nazionali di sorveglianza aerea comprano da noi anche un programma di registrazione di conversazioni che non fabbrichiamo, ma che diffondiamo. Creando una sinergia di prodotti, rispondiamo meglio ai bisogni dei nostri clienti. Questo canale di vendita rappresenta circa il 40% della nostra cifra d'affari.

Dove si trova il vostro sito di produzione?

Lutz: A Sumiswald, nel canton Berna. Lì, oltre alla fabbricazione dei nostri prodotti Mobatime, vendiamo il nostro savoir-faire in fatto di meccanica di precisione e di finitura elettronica. Fabbricanti di tecnologia medica, di aeronautica o di automazione si rivolgono a noi perché non possiedono le competenze necessarie per realizzare un prodotto da sé, o non hanno i macchinari necessari per la produzione. Queste prestazioni, commercializzate sotto il marchio Mobatec, rappresentano il 30% della nostra cifra d'affari.

Quale parte della vostra attività realizzate all'export?

Lutz: Esportiamo nel mondo circa il 70% dei prodotti fabbricati nella nostra sede di Sumiswald. La Germania è il nostro mercato più grande. All'estero tutte le nostre vendite si fanno attraverso le nostre succursali ed una rete di distributori locali. I nostri affari dipendono dalla qualità dei nostri partner in questi paesi.

Come si vendono gli orologi Mobatime in Nord America?

Lutz: Molto poco, sorprendentemente. È un mercato immenso ma gli orologi pubblici non fanno parte della cultura americana. Nelle stazioni, le fermate della metropolitana, gli aeroporti, vi è una debole richiesta. La nostra prospezione è molto difficile e la conclusione degli affari molto lenta.

Qual è stata l'incidenza del franco forte sull'andamento dei vostri affari?

Lutz: Esportando principalmente verso la zona euro, Mobatime è stata la più toccata. Ed attualmente, risentiamo delle conseguenze della crisi dell'euro. Tutti gli Stati europei, Germania compresa, sono fortemente indebitati o contribuiscono al risanamento dei debiti. Riducono i loro investimenti, li rimandano o li annullano del tutto. Mobatime sta registrando in questo periodo un calo tra il 20% ed il 30% delle sue vendite.

Quali misure avete preso per rispondere a questa crisi?

Lutz: Per compensare il rallentamento del mercato europeo, siamo più attivi in Asia (ad esempio in Tailandia, in Indonesia, in Vietnam ed in Corea), nel Medio oriente (Emirati Arabi) ed in Sud America. In questi paesi, lo sviluppo dei trasporti e della mobilità urbana fornisce a Mobatime delle nuove opportunità. Per lottare contro il franco forte, innoviamo ed acceleriamo l'uscita dei nuovi prodotti. Per migliorare la nostra produttività, lavoriamo sui nostri processi di fabbricazione. Abbiamo così ridotto del 30% i prezzi di vendita di un orologio analogo del diametro di 30 o 40 centimetri. Infine, razionalizziamo il nostro portafoglio di prodotti per ottimizzare i nostri acquisti di materie prime.

Come riuscite ad investire, se i vostri margini sono ormai ridotti?

Lutz: Si tratta di un problema che tutte la PMI svizzere che esportano devono fronteggiare. Questa perdita del 20% che abbiamo subito con il cambio del franco ha potuto essere compensata solo in parte. Discutendo con altri colleghi dirigenti d'impresa, ci siamo resi conto che gli investimenti consacrati all'innovazione ed alla produttività si fanno spesso grazie alle riserve costituite nel corso degli anni buoni. Su scala europea, le PMI svizzere sono diventate, nella loro lotta contro il franco forte, molto più competitive ed innovative, ed offrono prodotti di grande qualità. Ma a partire da quando questi sforzi si ripercuoteranno sui margini? Prima o poi le riserve degli anni propizi si estingueranno e questo modello di finanziamento non funzionerà più.

Avete pensato a delocalizzare la vostra produzione o a cercare nuovi fornitori in Europa?

Lutz: I nostri orologi digitali vengono fabbricati da diversi anni nella nostra filiale nella Repubblica ceca. Ma il cuore della tecnologia si trova in Svizzera. I nostri fornitori sono dei partner di lunga data. Con loro abbiamo sviluppato una parte del nostro know-how e della nostra flessibilità. Lasciarli ci costerebbe molto più dei risparmi realizzati con dei prezzi in euro. Personalmente, tengo a queste collaborazioni. Stiamo collaborando anche per trovare delle soluzioni a questi problemi di costi.

Siete già stati vittime della contraffazione o della corruzione?

Lutz: No. La qualità e l'alto grado d'innovazione dei nostri prodotti restano la nostra miglior protezione. Per quanto concerne la corruzione, abbiamo regole severe. In India, ad esempio, abbiamo rinunciato a dei mandati con compagnie ferroviarie per non esporci a delle pratiche illecite. Ma si tratta di un argomento molto delicato, che concerne la cultura degli scambi.

Come vede il futuro di Mobatime?

Lutz:Il nostro obiettivo prioritario rimane l'acquisizione di nuovi mercati ed il rafforzamento della nostra presenza su scala mondiale. Vendiamo un prodotto di nicchia di grande qualità. Parallelamente, continuiamo con gli sforzi della produttività, la razionalizzazione e l'ottimizzazione per ridurrei nostri costi. Il valore della Swissness è riconosciuto. Desideriamo conservarla mantenendo la nostra produzione in Svizzera.


Informazione

Biografia

Ritratto di Jürg Lutz, direttore del marchio bernese Mobatime.

Jürg Lutz (1974) è CEO di Moser-Baer e presiede il comitato di direzione di Holding Moser-Baer. Dopo gli studi di economia ed una tesi all’Università di Berna, lavora per KPMG come Senior Consultant nel settore della ristrutturazione d’impresa. Dal 2005 al 2009, occupa le funzioni di CFO et COO presso Jaquet Technolog Group a Basilea. In questo ambito è responsabile, tra l’atro, dell’impiantazione della nuova sede in Cina. 

Ultima modifica 05.09.2015

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