"Rifiutiamo categoricamente di diminuire le nostre tariffe"

Direttore dell’hotel Waldegg a Engelberg, Peter Keller rafforza i contatti con i paesi al di fuori dalla zone euro. Spiega come questa strategia lo aiuti a far fronte al franco forte.

Costruito nel 1963, l'hotel Waldegg, situato sulle alture della stazione sciistica di Engelberg nel canton Obwaldo, ai piedi del monte Titlis, conta una trentina di impiegati ed una sessantina di camere. La creazione, nel 2003, di uno spazio wellness e di diverse sale concepite per accogliere dei seminari e dei ricevimenti ha permesso di attrarre un'importante clientela scandinava ed europea in questa struttura a quattro stelle.

Quale tipo di clientela attirate principalmente al momento?

Peter Keller: Durante l'estate, l'80% dei nostri clienti sono cinesi ed indiani che vengono ad arrampicarsi sul Titlis. È da anni che la regione di Engelberg intrattiene buone relazioni con gli uffici turistici di questi paesi. Durante la stagione sciistica, la clientela si rivela sia più variegata che più locale, con il 50% di svizzeri, il 20% di scandinavi ed il 25% di clienti provenienti dall'Unione europea, di cui la maggior parte tedeschi.

Con la crisi del franco, temete maggiormente la concorrenza internazionale?

Keller: La concorrenza all'interno delle frontiere non ci fa paura, anche se il franco forte, le prestazioni ed i servizi vanno migliorandosi in molte strutture. Al momento, facciamo ancora parte degli hotel che se la cavano meglio in Svizzera e questo lo dobbiamo in gran parte alla cornice meravigliosa nella quale siamo immersi. La vista, lo spazio wellness e le nostre grandi camere con balcone rappresentano pure un vantaggio che ci pone tra i privilegiati sul mercato locale e regionale. È soprattutto la concorrenza austriaca che potrebbe impensierirci, dato che finora, a causa del franco forte, i loro prezzi sono in media il 40% meno elevati rispetto alla Svizzera.

Il franco forte ha un impatto sul tasso di frequentazione della vostra struttura?

Keller: Lo choc è stato brutale, ben inteso. Lo scorso inverno abbiamo fatto registrare una sensibile flessione dei pernottamenti. Abbiamo perso l'85% della nostra clientela tedesca ed abbiamo notato una forte diminuzione dei turisti provenienti dall'Unione europea, e questo ha comportato un calo del 4,5% della nostra cifra d'affari. Al contempo, le previsioni pessimistiche di Svizzera Turismo per l'estate prossima non ci concernono veramente. Sappiamo che i nostri affari andranno a gonfie vele, grazie alla nostra clientela prevalentemente cinese ed indiana, incurante del corso dell'euro.

Quali misure avete preso per far fronte a questa situazione?

Keller: Rifiutiamo categoricamente di diminuire le nostre tariffe. Cerchiamo piuttosto di rafforzare i nostri contatti con gli scandinavi, recandoci regolarmente in loco. Si tratta di incrementare la presenza in inverno di questa clientela nordica insensibile alle fluttuazioni dell'euro. Desideriamo dare maggiore visibilità alle nostre sale per seminari e conferenze, e sviluppare i nostri rapporti con le istituzioni e le imprese di questi paesi. Tutto ciò non è utopico: la stazione di Engelberg gode già di un'eccellente reputazione in Scandinavia. Ne è prova il fatto che gli svedesi possiedono già tre hotel ai piedi del Titlis.

Inoltre, ci poniamo anche l'obiettivo di fare promozione tra i mercati che non dipendono dall'euro, al posto della Germania, dove concentreremo sempre meno i nostri sforzi. Risulta però difficile concentrarsi unicamente sulla clientela cinese ed indiana, molto poco interessata allo sci e allo spazio wellness. Queste misure vanno di pari passo con un miglioramento delle nostre prestazioni in tutti i servizi. Ad esempio, da questo inverno mettiamo a disposizione un bus che trasporta i nostri clienti direttamente dall'aeroporto all'hotel.

Da quali altre misure dipende al momento il successo del vostro hotel?

Keller: Dobbiamo utilizzare la logica per non dover abbassare i prezzi. Si tratta innanzitutto di posizionarsi vicino alla clientela. Questo avviene tramite piccoli servizi supplementari che, ne sono convinto, avranno i loro effetti a lungo termine. Il personale accompagna ormai i nostri ospiti in montagna due volte alla settimana. Promuoviamo anche la nostra immagine attraverso filmati d'impresa adattati alle diverse clientele. Senza dimenticare che desideriamo esercitare una maggiore pressione presso i politici al fine di ottenere l'instaurarsi di soluzioni contro la crisi del franco forte, e questo malgrado la debolezza della lobby alberghiera.


Informazione

Biografia

Ritratto di Peter Keller, direttore dell’hotel Waldegg a Engelberg.

Dopo aver seguito un apprendistato di cuoco ed occupato diversi posti di quadro in Svizzera e all’estero, Peter Keller diventa gerente a rotazione di diverse succursali di Mövenpick e dello Swissotel di Zurigo. Nel 1996 diventa il responsabile della gastronomia allo zoo di Basilea ed a partire dal 2001 è nominato direttore dell’hotel-ristorante Aarehof a Wildegg, nel canton Argovia. Nel 2010, a 57 anni, Peter Keller è stato nominato direttore dell’hotel Waldegg a Engelberg, dove gli è stata affidata una missione speciale di riposizionamento strategico.

Ultima modifica 04.09.2015

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