"Puntiamo sulla fidelizzazione della clientela per resistere alla crisi"

Direttore dell’hotel Albergo Losone, in Ticino, Diego Glaus incrementa le offerte originali per attirare i clienti. Conta sulla loro fedeltà per lottare contro la forza del franco svizzero.

Al momento della sua creazione nel 1954, l'Albergo Losone, situato vicino a Locarno ed Ascona, era il primo motel d'Europa. Dal 2003 è considerato dal giornale domenicale svizzero tedesco SonntagsZeitung come il miglior hotel per famiglie della Svizzera. La struttura si estende su 27'000 m2 e comprende in particolare un percorso di golf, una scuola di tennis, una piscina riscaldata ed un piccolo zoo. Conta 60 collaboratori ed è diretto dal 1994 da Diego Glaus.

In cosa l'Albergo Losone si differenzia dagli altri hotel?

Diego Glaus: Possiede un ambiente caraibico e punta ad una clientela famigliare. Tre offerte in particolare ci distinguono dai nostri concorrenti. La prima è il progetto "Ticino Experience", lanciato nel 2010, un film muto che mette in risalto il territorio ticinese. Gli spettatori, circa 6'000 per stagione, possono degustare durante la proiezione i prodotti tipici che vedono sullo schermo. L'obiettivo è offrire un'attività ai clienti durante i giorni di pioggia. Le famiglie beneficiano invece della riduzione "tre generazioni". Una famiglia composta da tre generazioni che soggiorna da noi vedrà la differenza di età tra il membro più anziano e quello più giovane convertita in franchi e dedotta dalla fattura per ogni pernottamento. Questo ci permette di attrarre tutte le fasce d'età. Infine, un' "assicurazione cattivo tempo" è disponibile come opzione. Il costo ammonta all'8% della fattura finale. Se tra le 8 del mattino e le 20 di sera cadono più di 5mm di pioggia, il pernottamento è gratuito.

Qual è la proporzione dei clienti stranieri?

Glaus: Quasi l'85% dei clienti è svizzero, principalmente romandi o svizzeri tedeschi. Stranamente, anche alcuni ticinesi soggiornano da noi, un mercato al quale non abbiamo per forza pensato. Evitano infatti le autostrade italiane e hanno meno strada da percorrere per andare in vacanza. E poi dico sempre loro che è più difficile trovare un altro ticinese nel nostro albergo piuttosto che in Sardegna.

In quale misura avete risentito della crisi del franco forte sulle vostre attività?

Gaus: Il numero di clienti svizzeri e stranieri è diminuito. Gli italiani sono praticamente spariti. Tutto risulta troppo costoso in Svizzera per loro. Per quanto concerne gli svizzeri, quelli che prima venivano due volte all'anno, ora vengono soltanto una volta. Preferiscono andare all'estero dove il tasso di cambio è loro favorevole. Nel 2012 l'impatto negativo sulla nostra cifra d'affari, di CHF 5 milioni, dovrebbe raggiungere il 7 o l'8%. È relativamente poco rispetto al resto del Ticino, dove il numero di pernottamenti è crollato del 10% in media.

Quali misure avete preso per farvi fronte?

Glaus: La sola cosa che si possa fare è tentare di conservare i nostri clienti svizzeri, puntando sulla fidelizzazione della clientela. Non facciamo alcuna pubblicità e non prospettiamo nuovi mercati. Proponiamo ormai una carta fedeltà. Inoltre, ogni cliente che lascia l'hotel riceve un'offerta per il suo prossimo soggiorno, come ad esempio una prenotazione a prezzo ridotto e la possibilità di annullare senza costi aggiuntivi. L'offerta "Trilogy", che permette di affittare della case individuali, sarà ampliata con la costruzione di 14 residenze supplementari attorno ad un lago artificiale di 6'000 m2 vicino all'hotel. Le autorizzazioni per la realizzazione del lago stanno tuttavia prendendo più del tempo previsto. In generale, i prezzi delle camere sono stati mantenuti, ma i clienti beneficiano di servizi supplementari per la stessa tariffa.

Si reputa soddisfatto dell'attuale cambio di CHF 1,20 per EUR 1?

Glaus: Per noi il cambio ideale sarebbe a CHF 1,60, ma oggi si tratta di un'utopia. Con un tale tasso di cambio, gli italiani venivano in Svizzera. Vi facevano pure acquisti e spese. Secondo me, molti hotel chiuderanno i battenti o si trasformeranno in residenze secondarie. Detto questo, questa crisi ci ha permesso di rafforzarci e saremo molto performanti se il cambio dovesse risalire.

Come vede l'avvenire del suo hotel?

Glaus: Il futuro dipende dalla politica monetaria e soprattutto dalla velocità delle amministrazioni cantonali ed il carico burocratico con il quale i ristoratori e gli albergatori sono confrontati. I freni amministrativi ed i costi associati aumentano in maniera incredibile. Ogni progetto richiede moltissimo tempo. Il coraggio politico viene a mancare. Per venire in aiuto al settore turistico, bisognerebbe che la Confederazione armonizzasse le vacanze scolastiche tra i cantoni, cosa che permetterebbe migliori tassi di occupazione.


Informazione

Biografia

Ritratto di Diego Glaus, direttore dell’hotel Albergo Losone, in Ticino.

Direttore d’impresa atipico, Diego Glaus ha acquisito la sua conoscenza del settore alberghiero in maniera pratica piuttosto che sui libri. Dopo diversi apprendistati nelle principali professioni del settore (commercio, cucina, marketing, contabilità), ha lavorato per diversi hotel in Svizzera e all’estero. Nel 1994, all’età di 25 anni, ha assunto la direzione dell’Albergo Losone. Viaggiatore, ha passato diversi mesi in una comunità in Amazonia. La ripartizione famigliare dei compiti in seno al villaggio l’ha ispirato per l’idea dell’offerta "tre generazioni", che permette alle famiglie di tre generazioni che pernottano all’Albergo Losone di ottenere uno sconto sulle tariffe.

Ultima modifica 04.09.2015

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