"La priorità sono l’innovazione e l’incremento dell’efficacia"

Lo scorso anno, il gruppo sangallese Plaston ha perso quasi l’8% del suo fatturato a causa del franco forte. L’impresa punta ormai sul continuo miglioramento della sua produttività, spiega il suo direttore Markus Bormann.

Con quasi quattro milioni di casse in plastica prodotte annualmente, Plaston Group è uno dei leader del settore in Europa. Parallelamente, la società con sede a Windau (SG), alla frontiera austriaca, commercializza purificatori e umidificatori d'aria dalle marche Air-O-Swiss e Boneco. Fondata nel 1956 da Hans Frei, Plaston Group possiede siti di produzione in Svizzera, nella Repubblica Ceca ed in Cina e dispone di una concessione per la distribuzione negli Stati Uniti. Al momento, la compagnia impiega circa 140 persone in Svizzera ed oltre 350 persone nel mondo. La sua direzione è stata presa a carico nel 2010 da Markus Bormann.

In che modo i vostri sistemi di condizionamento in plastica e di trattamento dell'aria si distinguono da quelli dei vostri concorrenti?

Markus Bormann: I nostri due settori d'attività sono molto diversi l'uno dall'altro. Cerchiamo di raggiungere una posizione di leader in tutto ciò che facciamo. Le nostre soluzioni di casse per l'industria sono destinate ad applicazioni professionali. Devono quindi soddisfare delle esigenze elevate in termini di robustezza, di protezione ed anche di ergonomia. Ciò che ci distingue dalla concorrenza è anche il fatto che proponiamo soluzioni integrali, che vanno dalla concezione alla produzione locale, passando per lo sviluppo e la logistica. Per quanto concerne i sistemi di trattamento dell'aria, i nostri prodotti si situano nella fascia premium. In questo settore la differenza è data dalla potenza degli apparecchi, così come dalla loro qualità ed il loro design.

Quale parte della vostra cifra d'affari viene realizzata all'estero?

Bormann: Circa l'85%. Siamo ben insediati a livello internazionale e continueremo ad incrementare la nostra crescita all'estero rafforzando i mercati già esistenti e introducendoci su nuovi mercati.

Dovete affrontare una forte concorrenza in Svizzera?

Bormann: Vi sono senz'altro dei concorrenti in entrambi i settori, alcuni dei quali con sede in Svizzera. Ma noi evolviamo in un contesto globale con una concorrenza internazionale. Nel settore dei sistemi di trattamento dell'aria stiamo affrontando una concorrenza europea, ma soprattutto asiatica. Per quanto concerne le casse, è invece importante restare vicini alla clientela. Per questa ragione abbiamo impiantato dei siti di produzione all'estero. Questi si battono contro la concorrenza locale.

Quali sono i vostri mercati principali?

Bormann: Il nostro primo mercato è senza dubbio l'Europa. Nel settore del trattamento dell'aria siamo anche fortemente rappresentati negli Stati Uniti. Inoltre, anche la Russia e la Cina stanno diventando mercati sempre più importanti. Ed è proprio in Cina che prevediamo la crescita più forte per i prossimi anni.

In quale misura le vostre attività hanno risentito della crisi del franco forte?

Bormann: I costi di produzione in Svizzera, dove si trova la nostra sede, sono aumentati rispetto a quelli della concorrenza straniera. Dato che noi chiudiamo l'esercizio in franchi svizzeri, abbiamo perso il 7,7% della nostra cifra d'affari rispetto all'anno precedente unicamente a causa dell'evoluzione del tasso di cambio.

Quali misure avete adottato per far fronte a questa situazione?

Bormann: Le possibilità sono limitate. Degli incrementi dei prezzi dovuti al tasso di cambio non sono possibili in un contesto di concorrenza internazionale. La nostra priorità è di incrementare la nostra efficacia aumentando l'automatismo dei processi in Svizzera ed ottimizzandoli. Acquistiamo sempre più all'estero.  Esaminiamo regolarmente quali attività vanno mantenute in Svizzera e quali potremmo eventualmente spostare in un altro sito di produzione.  Una piccola parte della nostra produzione svizzera è stata trasferita nella Repubblica Ceca lo scorso anno. Il nostro margine di manovra è però ristretto, in quanto è importante per noi restare vicino ai nostri clienti.

Siete soddisfatti dell'attuare cambio a CHF 1,20?

Bormann: No, ma non possiamo fare altrimenti. Considero che l'innalzamento a CHF 1,30 rispetto all'euro da parte della Banca nazionale, come richiesto da certi attori dell'economia, sia irrealizzabile. Spero comunque che la situazione vada migliorando in futuro, grazie ad un'inflazione mantenuta più bassa in Svizzera che in Europa. In tal modo, la bilancia si equilibrerà un poco. Non soltanto per la nostra impresa, ma per l'insieme della produzione elvetica.

Come vede il futuro di Plaston Group?

Bormann: La nostra posizione è solida sia nel settore dei sistemi di condizionamento in plastica che nel trattamento dell'aria. Il potenziale di sviluppo resta comunque elevato nei due settori e intendiamo conquistare nuovi mercati, come ad esempio  il Sud America e l'India. Finora la nostra crescita era dovuta al nostro sviluppo su scala internazionale e desideriamo che le cose si mantengano tali per il futuro.


Informazione

Biografia

Ritratto di Markus Bormann, direttore del gruppo sangallese Plaston.

Nato nel 1963, Markus Bormann è cresciuto nella valle del Reno sangallese. Ha studiato ingegneria meccanica al Politecnico federale di Zurigo ed ha poi seguito una formazione postgrade all’Università di San Gallo. Nel 2000 entra a Plaston Group. Prima di prendere le redini dell’impresa nel 2010, occupa le funzioni di responsabile della produzione e della logistica per la Svizzera e la Repubblica Ceca e di direttore dell’unità dei sistemi per plastiche industriali.

Ultima modifica 04.09.2015

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