"Lanciandosi nell’ambito della propria passione, non si può far nulla che si possa poi rimpiangere"

Il fabbricante di sci di lusso Zai coniuga artigianato ed alta tecnologia. Il suo direttore Bendikt Germanier, un vecchio banchiere d’investimento presso UBS a New York, spiega i suoi progetti di espansione.

Con base nel cuore dei Grigioni, a Disentis, la società Zai fabbrica sci di lusso dal design lineare e composti da materiali innovatori, come il granito, il caucciù naturale, il cedro, il nocciolo ed anche i nanotubi di carbonio. Dalla sua creazione nel 2003, la marca fa dell'autenticità il suo credo, al punto che tutti i suoi modelli hanno nomi romanci, come Spada, Nezza o Laissa (Zai "significa resistente"). Il suo fondatore, Simon Jacomet, ha un profilo tipico quanto i suoi prodotti: ex sciatore d'elite, che ha allenato la squadra svizzera di discesa, ha studiato all'Accademia delle belle arti di Firenze. L'impresa, che conta 14 impiegati, ha sempre declamato un obbiettivo chiaro: raggiungere la perfezione. Un'ambizione che si ritrova nei prezzi degli sci, compresi tra i CHF 4'750 e CHF 9'800.

La banca d'investimento e lo sci rappresentano settori disparati. Come si è ritrovato a capo di Zai?

Benedikt Germanier: Il fondatore di Zai, Simon Jacomet, è un amico di lunga data con il quale avevo l'abitudine di andare a sciare. Mi ha chiamato dopo il mio rientro dagli Stati Uniti, dove lavoravo per UBS, e mi ha chiesto di aiutarlo nello sviluppo della sua impresa. Così sono stato nominato CEO di Zai nel 2009.

Quando sono arrivato, le attività di sviluppo e di produzione degli sci funzionavano perfettamente. Tuttavia, l'impresa mancava di una direzione chiara, di un obiettivo cifrato. Ho quindi professionalizzato la strategia marketing e sviluppato i nostri canali di distribuzione. Nei prossimi due anni, desideriamo aumentare la nostra produzione a 15'000 paia di sci all'anno, contro i 1'000 soltanto prodotti attualmente. Si tratta di una sfida importante, in quanto necessita di numerosi adattamenti. Ma siamo sulla buona strada. Questa fase di espansione dovrebbe permetterci di puntare ad altre regioni oltre a quella in cui ci troviamo al momento, come ad esempio la Francia.

Quale gamma di prodotti distribuite?

Germanier: Siamo specializzati in sci di altissima qualità. Per far questo, lavoriamo con materiali particolari e puntiamo enormemente sullo sviluppo delle novità tecniche. Per garantire la qualità di esecuzione, abbiamo optato per la scelta di mantenere tutte le nostre attività in Svizzera, dallo sviluppo fino alla produzione.

Certamente, la nostra attenzione sulla performance dei nostri prodotti, la qualità dei materiali utilizzati ed il talento delle persone impiegate comportano prezzi di vendita elevati. Siamo coscienti di rivolgerci ad un mercato di nicchia. Le persone pronte a sborsare CHF 4'000 per degli sci non rappresentano la maggior parte degli amatori di questo sport invernale. Spesso gli attori del mercato sottolineano come i consumatori abbiano piuttosto la tendenza a noleggiare gli sci e a cercare le soluzioni più economiche. Ma il nostro successo è la prova che alcuni, non per forza i più ricchi, sono disposti a pagare il prezzo necessario se la qualità lo giustifica.  

Non ha mai pensato di delocalizzare una parte della produzione?

Germanier: Mi hanno spesso fatto osservare che mi complico la vita in Svizzera, che sarebbe molto più semplice inviare una parte della mia produzione all'estero, ad esempio in Asia, e di mantenere qui la parte relativa allo sviluppo. Tuttavia, tengo allo nostra struttura attuale, dove conosco ciascuno dei nostri impiegati e posso vederli e guardarli dritto negli occhi ogni mattina.

Se la nostra fabbrica fosse all'estero, come potrei sapere cosa fanno gli operai, come fabbricano gli sci, quali sono le loro condizioni di lavoro o se sono sufficientemente retribuiti? Noi vogliamo produrre nel luogo dove si trovano l'esperienza ed il savoir-faire. In Svizzera possiamo avvalerci di persone competenti, che cercano di ottenere i prodotti il più perfetti possibile. Si tratta di una visione tipicamente svizzera, che ci differenzia dai nostri concorrenti.

Come si spiega questo successo crescente?

Germanier: Penso che la passione traspaia nei nostri prodotti. L'impresa è partita da zero, ma la devozione dei collaboratori - tutti degli sciatori - ha dato i suoi frutti. Ed è anche la risultante di una ricerca sui nostri prodotti. Inoltre, la nostra impresa valorizza una certa apertura mentale. Dialoghiamo molto al nostro interno, così come con gli attori del mercato.

Quale consiglio darebbe ad un giovane imprenditore?

Germanier: Li incoraggio vivamente a lavorare in una banca! Questa tappa mi ha insegnato molte cose. Altrimenti, un fattore estremamente importante consiste nel fare le cose con cuore e credere nelle proprie idee. Non è sempre facile trovare l'orientamento esatto per il proprio progetto. Il suo sviluppo può richiedere molto tempo, ma lanciandosi nell'ambito della propria passione, non si può fare nulla che si possa poi rimpiangere.

Abbiamo la fortuna di vivere in un paese dalle scuole favolose, che dispone di un mercato libero ed una grande concentrazione di savoir-faire. Bisogna cogliere questa opportunità e diventare imprenditori. Soprattutto, non ci si deve focalizzare sui possibili rischi. Cosa faremmo se pensassimo soltanto ai rischi? Sentirsi vivi e lanciarsi in un progetto che ci sta a cuore ci spinge a dare sempre il meglio di noi stessi. Per me il peggio sarebbe rientrare un giorno a casa dicendo a me stesso che avrei potuto far di meglio.


Informazione

Biografia

Ritratto di Bendikt Germanier, direttore di Zai, fabbricante di sci di lusso.

Benedikt Germanier è diventato CEO di Zai nel 2009. Il suo primissimo lavoro consisteva nel dar lezioni di tennis. Dopo gli studi di sport e di economia presso l’Università di Zurigo, si è trasferito negli Stati Uniti con sua moglie ed i quattro figli. Vi ha lavorato per la banca d’investimento di UBS per diversi anni, prima di ritornare in Svizzera.

Ultima modifica 04.09.2015

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