"Gli imprenditori devono essere certi della solvibilità dei loro clienti"

L’economia svizzera perde quasi CHF 11 miliardi all’anno a causa di fatture non pagate che le imprese non riescono a riscuotere. Raoul Egeli, presidente dell’Unione Svizzera Creditreform e vice presidente di Creditreform International, spiega come le PMI possono anticipare queste situazioni e farvi fronte.

Forte di oltre 165'000 imprese membri ed oltre 120 anni di esperienza in Europa, l'unione svizzera dei creditori Creditreform propone delle informazioni commerciali e delle prestazioni di riscossione nel mondo intero. Organizzata in una cooperativa, Creditreform da lavoro a circa 200 collaboratori in Svizzera e 4'350 nel resto del mondo.

Quali consigli si possono dare ad un imprenditore per premunirsi dai cattivi creditori?

Egeli: La prima cosa da fare per evitare questo genere di situazione è di curare il problema a monte, ovvero di essere certi della solvibilità di ogni nuovo cliente che si sta per acquisire, facendo ad esempio ricorso ai servizi di una società specializzata come Creditreform. Ben inteso, la precisione delle informazioni ricercate sul cliente ed i mezzi spesi per ottenere tali informazioni dipendono dalla posta in gioco economica rappresentata dal cliente.

Per fatture il cui ammontare non mette in pericolo il futuro della ditta, non è necessario fare ricerche approfondite. Uno studio di solvibilità meno completo può bastare per un volume di affari ridotto. Al contrario, nel caso di mandati importanti, sarebbe bene interessarsi alle capacità reali di pagamento da parte del potenziale debitore, facendo ricerche sul suo passato in tale senso. Si potrà così giungere a conoscenza del comportamento passato di questo cliente in materia di regolamento di fatture, ma anche della sua situazione amministrativa: se ha già fatto fallimento, se ha fatto parte di consigli d'amministrazione ed in tal caso cosa è successo alle imprese che ha amministrato, ecc. L'imprenditore sarà quindi in grado di prendere una decisione con cognizione di causa. Un volta concluso il contratto, sarà necessario continuare a sorvegliare i cambiamenti riguardanti la solvibilità del cliente.

E cosa può fare un'impresa per riscuotere delle fatture non pagate?

Egli: In primo luogo, l'esperienza insegna che in molti casi le imprese non fatturano abbastanza rapidamente. Una volta effettuata la prestazione, un'impresa dovrebbe inviare immediatamente la fattura relativa ai propri servizi ai suoi debitori. Si dove anche dar prova di fermezza nei richiami in caso di mancato pagamento: troppo spesso le imprese non adottano una politica di riscossione delle fatture ben strutturata ed inviano dei richiami superflui. Il terzo richiamo dovrebbe infatti essere l'ultimo prima di ricorrere ad una procedura giudiziaria.

Se il creditore si ostina a non pagare dopo aver ricevuto tre richiami, conviene interrogarsi sulla necessità di intraprendere un'azione giudiziaria. Queste tappe sono purtroppo lunghe e costose in Svizzera, e non andrebbero intraprese senza essersi assicurati che i mezzi impiegati non superino la somma dovuta. Ed ancora, può rivelarsi saggio informarsi sul cliente e sulle sue possibilità finanziarie: è inutile intraprendere delle azioni legali contro una persona in fallimento o già sommersa dai debiti. È importante seguire da vicino lo stato delle finanze del debitore e ricordargli i suoi obblighi di pagamento nel caso di un risanamento della sua condizione.

Come può un'impresa evitare di ritrovarsi nella condizione del cattivo debitore?

Egeli: Nel caso di imprese che non riescono più a gestire i debiti che hanno contratto, si constatano di frequente delle mancanze, se non un'assenza di strategia d'impresa. Certi imprenditori non conoscono le disposizioni della legge concernente l'indebitamento ed il fallimento, altre faticano a tenere una contabilità adeguata. All'origine dell' indebitamento eccessivo di un'impresa, vi sono quindi spesso delle carenze strategiche o nella pianificazione budgetaria. È anche necessario definire bene la propria politica in fatto di indebitamento e differenziare tra investitori veramente necessari ed investitori secondari. Un imprenditore dovrebbe anche cercare il più possibile di mantenere un'immagine di buon pagatore, onorando le scadenze della fatture, verificando regolarmente e correggendo se necessario la sua reputazione presso i creditori.

Creditreform ha pubblicato di recente un rapporto sullo stato d'indebitamento in Svizzera nel 2012. Quali sono gli insegnamenti principali?

Egeli: Lo studio mostra come l'indebitamento della popolazione e delle imprese sia rimasto stabile ad un livello alto nel 2011, mentre i fallimenti delle persone private siano in calo dal 2008. Un fenomeno sta invece prendendo piede da qualche anno a questa parte: sempre più ereditieri rifiutano delle eredità piene di debiti, che sono quindi liquidati dalle autorità giudiziarie. Questi casi di fallimento di defunti rappresentano non meno di 4'510 casi sui 5'748 casi di fallimenti personali recensiti nel 2011. Questo fenomeno è particolarmente importante nei cantoni di Ginevra, Basilea città, Berna e, in misura minore, nel Giura.

Queste differenze geografiche si ritrovano anche nella ripartizione dei debitori, che sono proporzionalmente molto più numerosi nella Svizzera occidentale, l'Altopiano ed in Ticino, rispetto al resto della Svizzera. Questi risultati sono da associare da un lato alla forza economica di queste regioni, che favorisce la presa di rischi e l'indebitamento, ma anche ad una cultura latina forse più incline a contrarre debiti dall'altro. In totale, sono stati emanati in Svizzera più di 2,7 milioni di precetti esecutivi nel 2011, di cui meno di un quinto è stato parzialmente o interamente riscosso dai creditori.

Questo studio precisa anche i rischi di default a seconda dei rami economici. In tal modo rendiamo accessibile agli attori interessati questa informazione, che già da tempo utilizziamo internamente per le nostra valutazioni di solvibilità. Queste ultime si basano anche su una moltitudine di dati supplementari valutati dai nostri specialisti in materia di credito.


Informazione

Biografia

Ritratto di Raoul Egeli, presidente dell’Unione Svizzera Creditreform e vice presidente di Creditreform International.

Raoul Egeli si è diplomato alla Scuola Professionale Specializzata di economia di San Gallo. È presidente dell’Unione Svizzera Creditreform e vice presidente di Creditreform International. È anche gerente delle società Creditreform Egeli Basilea, Zurigo e San Gallo, presidente centrale dell’Unione svizzera dei fiduciari (Fiduciari Suisse) ed autore di libri sulla gestione manageriale del credito d’impresa.

Ultima modifica 04.09.2015

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