"I fondatori di start-up devono mettersi maggiormente nei panni del cliente finale"

Non è sufficiente avere una buona idea: bisogna concretizzarla in un affare durevole. Beat Schilling spiega come il fondo venture kick, del quale è codirettore, vada ad aiutare le start-up provenienti dalle università svizzere.

Iniziativa che giunge da donatori privati, venture kick è stata fondata nel settembre 2007 allo scopo di promuovere l'imprenditoria presso le università svizzere. Cinque fondazioni, Gerbert Rüf Stiftung, Ernst Göhner Stiftung, Opo-Stiftung, Avina Stiftung e Fondation Lombard Odier, così come un'impresa privata, Debiopharm Group, ne assicurano attualmente il finanziamento.

Come funziona venture kick?

Beat Schilling: Venture kick parte dalla constatazione che molte buone idee non trovano sbocchi economici nella pratica, a causa di una mancanza di denaro o di savoir-faire. Ci siamo prefissi lo scopo di raddoppiare il numero di creazioni d'imprese provenienti dalle scuole universitarie professionali e dalle università svizzere. Concretamente, la giuria di venture kick, composta da un centinaio di esperti provenienti da tutta la Svizzera, seleziona ogni mese otto dossier di candidati provenienti da un'università, che siano di studenti, dottorandi o membri del corpo insegnanti che hanno un progetto imprenditoriale o un'idea promettente, ma non ancora un'impresa.

Tra gli otto progetti, quattro beneficiano di una borsa di CHF 10'000 e di un accompagnamento appropriato. I due migliori ricevono invece CHF 20'000 supplementari, e sono invitati a presentarsi sei mesi dopo per la terza ed ultima fase della procedura, periodo dopo il qual l'impresa dovrà essere stata creata. La giuria selezionerà quindi la società più convincente, la quale riceverà una ricompensa di CHF 100'000 per accelerare il proprio sviluppo.

Oltre alle borse, le squadre di progetto selezionate beneficiano anche di un accompagnamento intensivo della durata di due giorni nel quadro di "kick camps", che hanno luogo tra le presentazioni davanti alla giuria.

Qual è il profilo delle candidature che ricevete?

Schilling: Abbiamo già ricevuto più di 1'000 candidature - attualmente tra le 20 e le 25 al mese, il 60% delle quali provenienti dalla Svizzera tedesca ed il 40% dalla Svizzera romanda. La maggior parte dei progetti selezionati dalla giuria, ovvero il 54%, provengono dai politecnici federali di Zurigo e Losanna, ed il resto si ripartisce tra 20 diverse università. Per quanto concerne i settori di attività, le tecnologie d'informazione e di comunicazione hanno rappresentato oltre un terzo dei progetti che abbiamo sostenuto nel 2011, e i settori della medtech e dell'elettronica rappresentano ciascuno circa un quinto. Il 9% dei progetti sono stati presentati da donne, una cifra relativamente elevata tenuto conto della scarsa proporzione di donne nelle università e nelle scuole tecniche.

Quali sono le principali difficoltà con cui sono confrontati gli imprenditori che incontrate?

Schilling: Nell'ambito di venture kick abbiamo constatato che molti fondatori di start-up faticano a mettersi nei panni del cliente finale. Provenienti dalle università, hanno progetti tecnologici molto pertinenti ma mancano spesso di riflessione sulla commercializzazione concreta delle loro idee. Alla base di un start-up che funziona ci vuole un'idea innovatrice, che propone una soluzione ad un problema per la quale il mercato è pronto a pagare.

Un'altra sfida importante per gli imprenditori esordienti è avere una strategia precisa e ben articolata. Sottovalutano spesso gli sforzi da mettere in atto ed il tempo necessario per concretizzare il loro progetto in vendite. Questo implica non soltanto un budget ed un business plan rigoroso, ma anche conoscenze di marketing. Si deve poi lavorare attivamente sul mercato e dar prova di perseveranza.

Quale bilancio si può stilare dall'attività di venture kick cinque anni dopo il suo lancio?

Schilling: Dall'autunno 2007, data del lancio dell'iniziativa, abbiamo finanziato 235 progetti di start-up per una cifra media di circa CHF 50'000 ciascuno. In totale, sono state create 180 imprese che hanno attratto più di CHF 250 milioni di investimento e che rappresentano più di 1'600 nuovi posti di lavoro. Questi risultati hanno superato le nostre previsioni, sia in termini di società create, che della loro qualità commerciale.


Informazione

Biografia

Ritratto di Beat Schilling, codirettore del fondo venture kick attivo nell’aiuto alle start-up universitarie svizzere.

Una volta completati gli studi presso l’Università di San Gallo (specializzazione in marketing), Beat Schillig ha lavorato per una grande impresa tessile svizzera come responsabile di progetto nell’implementazione strategica e nello sviluppo internazionale per il settore delle telecomunicazioni, poi presso Dr. Pius Küng & Partner come consulente per le imprese specializzate in strategia, marketing e key account management. Beat Shilling ha svolto attività didattica in diverse scuole di alta formazione ed università svizzere per molti anni. Dal 1999 è managing partner e membro del consiglio di amministrazione dell’IFJ (Institut für Jungunternehmen). Dal 2004 è imprenditore generale e dirige la formazione per start-up venture lab su mandato dell’Agenzia per la promozione dell’innovazione CTI. Nel 2007 è stato co-fondatore del programma venture kick, del quale è tutt’ora condirettore.

Ultima modifica 04.09.2015

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