ʺLa delocalizzazione sarà la nostra ultima risorsaʺ

Il fabbricante di robot per la pulizia delle piscine Mariner 3S ha assistito al precipitare della sua cifra d’affari a causa del franco forte. La direttrice Doris Sommer spiega come la società abbia ridotto i propri costi di produzione e rinforzi ormai la presenza sui mercati extraeuropei.

Inizialmente specializzata nella produzione di viti, poi di pompe, Mariner 3S fa oggi parte dei leader mondiali nel campo dei robot per la pulizia dei fondi delle piscine. Con sede a Remingen, nel canton Argovia, la società famigliare fondata nel 1945 possiede filiali in Germania, Francia e Spagna. Diretta da Doris Sommer, la nipote del fondatore, consta di un totale di 70 impiegati, dei quali una trentina in Svizzera.

Quali sono gli aspetti che differenziano i vostri robot da piscina dagli altri?

Doris Sommer: Fabbrichiamo robot per la pulizia dei pavimenti di piscine di 150 metri quadri e più. I nostri apparecchi funzionano grazie a dei sensori e sono equipaggiati da cartucce filtranti particolarmente grandi. Sono capaci di pulire senza assistenza bacini di qualunque forma. È certamente grazie all'efficacia delle nostre macchine che abbiamo potuto posizionarci bene sul mercato. In Svizzera, circa il 90% delle piscine pubbliche si forniscono presso di noi, mentre in Germania sono l'80%. Beneficiamo di una posizione privilegiata sul mercato dato che siamo gli unici in Svizzera a proporre dei prodotti di così elevata qualità e contiamo solo cinque o sei concorrenti nel mondo.

A proposito, quale parte della vostra cifra d'affari realizzate all'estero?

Sommer: Realizziamo all'estero circa l'80% della nostra cifra d'affari. Ciò grazie alle nostre filiali in Germania, Francia e Spagna, ma anche grazie ai venditori indipendenti con sede in diversi paesi in Europa e Asia.

In quale misura avete risentito della crisi del franco forte sulle vostre attività?

Sommer: I margini delle nostre filiali all'estero, che si occupano della distribuzione dei nostri prodotti, sono diminuiti molto dal 2011. Siccome i nostri apparecchi sono fabbricati in Svizzera, i costi di produzione in franchi diventano troppo elevati rispetto ai prezzi di vendita praticati nella zona euro. Per rimediarvi abbiamo in particolare aumentato i prezzi all'estero per i nostri clienti, abbassando invece i prezzi per i nostri distributori.

Quali altre misure avete preso per far fronte a questa situazione?

Sommer: Da un anno cerchiamo di risparmiare in diversi modi. Nella casa madre, a Remigen, i nostri impiegati assunti a tempo pieno sono passati all'80% da settembre 2011 a febbraio 2012. Abbiamo anche diminuito i nostri costi di produzione selezionando i fornitori che praticano le tariffe più vantaggiose. Infine abbiamo temporaneamente frenato gli investimenti nel campo della ricerca e dello sviluppo.

È soddisfatta dell'attuale tasso di cambio, di 1,20 CHF per un euro?

Sommer: No. Il tasso attuale porta svantaggi alle imprese che, come noi, realizzano la maggior parte della propria cifra d'affari all'estero. Per continuare le nostre attività come prima, avremmo bisogno di ritrovare un tasso di almeno 1,30 CHF.

Come vede il futuro della vostra azienda?

Sommer: La situazione è difficile e ci obbliga a prendere in considerazione nuove soluzioni. Resto comunque positiva riguardo all'avvenire. In questo momento scommettiamo sulla conquista di nuovi mercati, principalmente in Australia e negli Stati Uniti, ma anche in Asia, dove abbiamo già dei distributori. Per rimediare al problema del franco forte, potremmo anche spostare il nostro centro di produzione dalla Svizzera alla Germania.

Quali sarebbero gli effetti di questa delocalizzazione?

Sommer: Nel nostro caso questo spostamento metterebbe fine al problema del franco forte. Ma effettueremo questo cambiamento solo come ultima risorsa, dato che possediamo un'infrastruttura importante a Remingen e idealmente non desideriamo spostarci. Anche perché se delocalizziamo la produzione, il problema del franco forte ricadrà sui fornitori svizzeri: da un anno, i fabbricanti elvetici di materie plastiche e le imprese di metallurgia, per esempio, hanno già abbassato i propri prezzi per mantenere il volume degli ordini. Se diverse grosse imprese delocalizzano le loro attività all'estero perderanno clienti e non potranno giocare sul prezzo per recuperarli. In definitiva sono loro ad essere maggiormente minacciati dal franco forte.


Informazione

Biografia

Ritratto di Doris Sommer, direttrice della ditta di robot per la pulizia delle piscine Mariner 3S.

Dopo una formazione in lettere all’Università di Zurigo, Doris Sommer effettua una prima esperienza come responsabile del dipartimento di ricerca dell’impresa SwissPro International, poi come responsabile amministrativa per la società R&D Carbon. Nel 2006 entra a far parte della società famigliare Mariner 3S, dove gestisce le vendite per i partner stranieri, prima di riprendere la direzione della filiale francese, nel 2010. All’età di 40 anni è stata nominata CEO del gruppo nel gennaio 2012.

Ultima modifica 04.09.2015

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