"Procurarsi i mezzi è il fattore più importante, ma anche il più complicato"

Sono pochi gli imprenditori tenuti a reagire in modo flessibile e poliedrico come Peter Sauber. Il titolare dell’omonima scuderia svizzera considera l'acquisizione dei mezzi una delle sfide più importanti a livello imprenditoriale: "L'equazione mezzi uguale successo è subito fatta: se ci sono sufficienti fondi a disposizione siamo in grado di sviluppare una buona macchina e mettere sotto contratto buoni piloti".

Con la sua scuderia si è dovuto spesso adeguare a numerosi cambiamenti. Li ha sempre percepiti come un'opportunità o, a volte, come una minaccia?

Peter Sauber: Ogni cambiamento porta generalmente con sé sempredelle opportunità. La domanda è se siamo pronti a sfruttarle. Faccio ladistinzione tra cambiamenti imposti dall'esterno e quelli promossi internamente.Un cambiamento forzato è stato l'abbandono a breve termine di BMW della Formula1. Dal momento che nel nostro business sport e affari sono strettamente legati,è semplicemente vietato farsi prendere dalla disperazione. Quantopiù difficile risulta una situazione, tanto più impegno occorrerà mettere nellaricerca di una soluzione. Pertanto, non ci siamo mai fatti prendere dal panico.

Qual è la sfida più impegnativa nel suo settore commerciale?

Sauber: Procurarsii mezzi è il fattore più importante, ma anche il più complicato. L'equazioneè molto semplice: se ci sono sufficienti fondi a disposizione siamo in grado disviluppare una buona macchina e mettere sotto contratto buoni piloti. Tuttavia,da soli, i mezzi finanziari non garantiscono i risultati.

In che modo è possibile avere la certezza di ottenere i risultatisperati?

Sauber: I mezzi vanno impiegati correttamente: occorredisporre di ottime infrastrutture e di personale altamente qualificato. Aquesto riguardo è richiesto il classico buon fiuto, come d'altronde anche nellecomuni imprese sul libero mercato. Inoltre, nel nostro settore un fattoredeterminante ai fini del successo è certamente il numero di persone che èpossibile impiegare.

A quale altro settore commerciale può essere paragonata la suaattività?

Sauber: Difficile fare confronti. La Formula 1 è sinonimo di altatecnologia, le macchine sono sviluppate secondo gli standard tecnici piùelevati, paragonabili solo a quelli degli aerei da combattimento. Oltre a ciò,il team di Formula 1 deve essere in grado di fornire prestazioni sportive dipunta. Al cambio gomme ad esempio, la sequenza delle operazioni deve essereeseguita in modo molto rapido e senza intoppi. Inoltre, il circus della Formula1 non può prescindere dall'elemento dello show business. La combinazione diquesti 3 elementi è presente solo nel nostro settore: infatti, è uno dei tantimotivi a spingere gli spettatori ad appassionarsi alla Formula 1.

In che modo riesce a prepararsi ai cambiamenti in un mondo in costantemutazione come quello della Formula 1?

Sauber: Il cambiamento fa parte del nostro mestiere. Nonintendo entrare nel merito del sorprendente ritiro di BMW dalle corse. Negliultimi 20 anni, però, tra le 25 e le 30 scuderie sono sparite dalla Formula 1. Pertanto,chi vuole sopravvivere deve stringere i denti. Una volta sono gli sponsor agettare la spugna, e vanno rimpiazzati con altri. Poi vanno conquistati nuovimercati. In passato la Formula 1 era di casa soprattutto in Europa, ora sisposta sempre più verso l'Asia. A ciò si aggiungono, a volte, i cambi discuderia dei nostri piloti. Per non parlare dei cambiamenti dei regolamentitecnici, i quali ogni anno ci pongono dinanzi a nuove e impegnative sfide.

Qual è stato il suo primo pensiero quando circa un anno fa ilcostruttore BMW ha annunciato a breve termine il proprio ritiro dallecompetizioni?

Sauber: Laresponsabilità era al 100% di BMW. Non avevo nessuna voce incapitolo per esprimere la mia opinione in merito a chi vendere la scuderia. Tuttavia,ciò non significa che non abbia cominciato a riflettere e a chiedermi cosasarebbe successo se la ricerca di un interessato non avesse dato alcun esito. Hocominciato a pensare al modo con il quale avrei potuto aiutare BMW a trovare unbuon acquirente. Da una parte il nodo centrale erano i molti collaboratori,dall'altra anche la sede. Il nostro lavoro qui a Hinwil (ZH) è qualcosa di piùunico che raro, attualmente svolto ancora solo in Inghilterra, terra natiadella Formula 1.

In quel periodo, in che modo siete riusciti a trovare le giustemotivazioni lei e il suo team?

Sauber: Quando crescono le difficoltà, aumentano diconseguenza anche le mie motivazioni. Si tratta della mia forza motrice innata.Il nucleo della nostra scuderia a Hinwil ha dato per scontato che mi sareiimpegnato a fondo per trovare una soluzione. I nostri dipendenti sono altamentequalificati e non avrebbero nessuna difficoltà a trovare un nuovo posto dilavoro. Naturalmente la preoccupazione dei collaboratori era legittima, infattinel team si lavorava innanzitutto per la causa. Molti dei nostri collaboratorilavorano da Sauber da oltre 25 anni.

Il suo team si presenta ai blocchi di partenza con due piloti di punta:Kamui Kobayashi e Nick Heidfeld. Che genere di lavoro svolge la squadra dietrole quinte?

Sauber: Il team è sempre il fattore più importante. Non servea nulla avere il miglior pilota se la squadra non è in grado di progettare,costruire e mettere in pista per tempo una macchina competitiva. Questi sforzisono paragonabili all'impegno logistico di una compagnia circense. Le nostre vetturepartono da Hinwil e viaggiano verso Singapore, Giappone, Corea, Brasile e AbuDhabi. La manutenzione è svolta in viaggio, le vetture rientrano nella nostrasede di Hinwil solo a fine stagione. La squadra deve dare prova di grandeprecisione nonostante le difficoltà legate al fuso orario e alla pressione intermini di tempo.

In chedirezione gira la ruota della Formula 1?

Sauber: LaFormula 1 esiste da 60 anni ormai. Nessun altro genere di sport riesce acalamitare un simile interesse in modo permanente. Per la Formula 1 non possoche predire un ottimo futuro, nonostante l'interesse del pubblico registrideterminate fluttuazioni. Siccome la tendenza per le quattro ruote va verso lamobilità elettrica, anche la Formula 1 prima o poi dovrà adeguarvisi. Non credomi mancherà il rombo dei motori, degli spettatori però non potrei fare a meno. Chilo sa, magari installeremo degli altoparlanti sulle monoposto.


Informazione

Biografia

Ritratto di Peter Sauber, titolare dell’omonima scuderia svizzera.
Peter Sauber, presidente del consiglio d’amministrazione, Sauber Motorsport AG

Peter Sauber (67) è presidente del consiglio d’amministrazione della Sauber Motorsport AG e gestisce inoltre, in qualità di responsabile, anche la squadra di Formula 1 durante le gare. L’attività operativa è tuttavia di competenza della dirigenza a Hinwil, sotto la guida dei direttori tecnici Monisha Kaltenborn e James Key. Questa suddivisione dei compiti garantisce costantemente una ventata d’aria fresca nell’impresa e il necessario ossigeno per l’attività. Nel 2005, Sauber ha venduto la sua scuderia a BMW, riacquistandola nel 2009 al momento del ritiro di BMW dalle corse. Assieme alla moglie Christiane, motivo per il quale ogni sua auto da corsa è denominata con la lettera "C", ha due figli ormai adulti. Il più giovane, Alex, dirige dal 2010 il reparto marketing della società. 

Ultima modifica 03.09.2015

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