"È molto importante diversificare al massimo la propria clientela"

L’impresa Stamfag, creata nel 1883 e con base ad Einsiedeln (SZ), è leader incontestata dell’industria delle taglierine in Svizzera. Con l’80% della produzione esportato all’estero, la PMI si distingue sul mercato internazionale per l’altissima qualità dei suoi prodotti.

In cosa consistono le attività di Stamfag?

Stamfag: Fabbrichiamo esclusivamente delle taglierine, degli strumenti dotati di lama che servono a tagliare materiali molto diversi come l'alluminio, la carta o la plastica. Concretamente, i nostri prodotti sono utilizzati per ritagliare etichette, carte di credito, post-it, biglietti da visita, ecc. Siamo anche attivi nel settore medico, ramo che necessita di estrema precisione. In somma, siamo in grado di tagliare quasi tutto ciò che si possa desiderare. Gli strumenti da noi concepiti sono prodotti con i materiali migliori (inox, acciaio, carburo di tungsteno) e siamo continuamente alla ricerca delle ultime innovazioni per soddisfare le esigenze dei nostri clienti.

Come funziona l'impresa?

Stamfag: La nostra fabbrica di Einsiedeln, nel canton Svitto, è composta da 12 persone. Ciascuna è polivalente ed in grado di realizzare compiti diversi. Siamo presenti in Brasile, in India, in Australia, nel Nord America, in Sud Africa, così come in molti paesi europei. La vendita dei nostri prodotti nelle diverse regioni si effettua con l'aiuto dei nostri partner in loco. Vendiamo molto anche a partire dalla Svizzera.

Qual è il vostro prodotto di punta?

Stamfag: Il settore più redditizio è sicuramente quello delle etichette per le bottiglie, in particolare di birra. Delle marche come Heineken necessitano infatti di stampare 500 milioni di etichette all'anno. Per quanto concerne i nostri strumenti tecnicamente più all'avanguardia, si tratta di quelli usati per tagliare le carte di credito.

Avete concorrenti in Svizzera?

Stamfag: Non ci sono praticamente veri concorrenti in Svizzera, al contrario di altri paesi in Europa, o l'Australia ed il Canada. In Svizzera il mercato è piccolo e fragile. Nei prossimi mesi alcuni dei nostri clienti saranno costretti a chiudere i battenti. Stamfag esporta l'80% della produzione all'estro. È molto importante diversificare la propria clientela.

Quali sono i vostri punti di forza rispetto alla concorrenza?

Stamfag: L'alta qualità dei nostri prodotti è senz'altro il nostro principale atout. Ma questa qualità ha un prezzo. I materiali di cui abbiamo bisogno per sviluppare i nostri strumenti di precisione sono costosi. Inoltre, coltiviamo una politica relazionale molto forte verso i nostri clienti, con i quali siamo in costante interazione. Sviluppiamo i nostri prodotti in stretta collaborazione con loro, in funzione dei loro bisogni specifici.

Come è andata la vostra recente apertura in India?

Stamfag: Meno bene di quanto sperassimo. Gli affari non sono molto fruttuosi. Le nostre tariffe sono troppo elevate per gli indiani. In questo periodo è estremamente difficile fare concorrenza alle imprese locali, che praticano prezzi molto più bassi dei nostri. Tuttavia è molto probabile che il mercato indiano si sviluppi a lungo termine. Per questa ragione non ci siamo ritirati completamente da questo paese. Abbiamo ancora un rappresentante laggiù.

Quali sono i vostri attuali progetti di sviluppo?

Stamfag: Per il momento cerchiamo soprattutto di trovare nuovi partner in paesi in cui siamo già presenti. Questo vale in particolar modo per il Brasile, dove stiamo affrontando attualmente un certo numero di problemi. Tentiamo di consolidare le nostre basi prima di prospettarci nuovi mercati. Quando le prospettive saranno più favorevoli, potremo allora affacciarci su nuovi orizzonti.

Risentite della forza del franco?

Stamfag: Più che la forza della nostra moneta, è la debolezza del dollaro che frena le nostre attività, ed anche quella dell'euro. In pochi anni i valori di queste due monete sono crollati a picco. Per farvi fronte calcoliamo ormai i nostri prezzi in franchi svizzeri e non più in euro. Siamo anche stati costretti ad aumentare le nostre tariffe. Siccome la qualità resta eccellente, i clienti generalmente accettano i nostri prezzi. Dialoghiamo costantemente con loro in proposito.

Lei è ottimista per il futuro?

Stamfag: Non abbiamo altra scelta che essere ottimisti. La nostra impresa segue in maniera piuttosto netta l'andamento della crisi che colpisce da due anni l'economia mondiale. Al suo inizio, avevamo ancora 19 impiegati, contro i 12 di oggi. I prossimi 18 mesi si riveleranno determinanti. E si annunciano difficili. Ma la situazione dovrebbe in seguito calmarsi e ristabilirsi progressivamente. Se effettivamente sarà così, potremo ritrovare una certa vitalità.

Per finire, quale consiglio darebbe ad un giovane imprenditore?

Stamfag: Innanzitutto è fondamentale assicurarsi liquidità per la propria PMI. Il finanziamento dell'impresa deve essere garantito. Il denaro deve entrare. Se un cliente non paga nei tempi, si deve immediatamente interrompere le consegne. In Svizzera, i dirigenti d'impresa hanno talvolta la tendenza ad essere troppo gentili. Ma senza una gestione rigorosa, il rischio di vedere i propri debiti accumularsi si ingigantisce. E questo non è certamente propizio per il buono sviluppo di una società.


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Stamfag AG
Zürichstrasse 63
CH-8840 Einsiedeln

Ultima modifica 04.09.2015

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