"La metà dei nostri fornitori svizzeri ha diminuito i propri prezzi"

La ditta Otto Hofstetter, con base a Uznacht nel canton San Gallo, esporta stampi per bottiglie in PET ed imballaggio per cibi. Per il suo dirigente, dal quale prende il nome, l’impatto del franco forte si riflette in particolare nelle negoziazioni dei prezzi con i fornitori esteri.

Quale parte della vostra produzione viene esportata?

Otto Hofstetter: L'intera produzione di stampi a iniezione viene esportata. Il mercato europeo, soprattutto la Germania, il Belgio, l'Olanda, la Francia e l'Inghilterra rappresentano il 70% delle nostre esportazioni. L'Asia e l'Africa sono anch'esse sbocchi importanti. Al contrario, non siamo presenti sul mercato americano, che è dominato dal nostro principale concorrente, il gruppo canadese Husky, numero uno mondiale del settore. Questa società possiede anche delle istallazioni in Lussemburgo e a Shanghai, e può così fatturare direttamente in euro nei paesi europei. È un'impresa molto più grande della nostra, con 2'000 impiegati circa. Noi ne abbiamo meno di 200.

Avete perso dei clienti a causa della forza del franco?

Hofstetter: In generale, siamo stati toccati fortemente dal rialzo del cambio. Fatturiamo per il 70% in euro, mentre quasi la totalità della nostra produzione si trova in Svizzera. Si deve sottolineare che tutti i nostri prezzi sono innanzitutto fissati in euro e in dollari, prima di essere convertiti nella valuta del cliente. Ed il dollaro ha perso ancora più valore rispetto al franco svizzero dell'euro. Qualche tempo fa abbiamo anche dovuto abbandonare il mercato cinese, che rappresentava il 6% della nostra cifra d'affari. Ci siamo appena ripresentati in Cina, ma con dei prezzi più bassi. In Europa non abbiamo perso clienti in quanto abbiamo conservato gli stessi prezzi. Al contrario, i nostri margini si sono ristretti e non abbiamo più guadagni. Se la situazione continuasse così, non potremo più investire in nuovi mezzi di produzione.

Quali misure avete adottato a causa del franco forte?

Hofstetter: Abbiamo dovuto negoziare di molto le tariffe con i nostri subappaltatori in Svizzera. Riscontriamo problemi in particolare con le filiali svizzere dei gruppi europei, che vogliono approfittare della situazione per aumentare i loro margini fatturando più che all'estero. Ci capita ad esempio di dover verificare le tariffe tedesche, per poter avere degli argomenti, delle liste di prezzi da esporre ai fornitori. La metà dei nostri subappaltatori svizzeri si mostra comprensiva abbassando le tariffe. Abbiamo anche comprato delle macchine nel resto d'Europa, dove il tasso di cambio ci è favorevole. Infine, anche in seno alla nostra stessa impresa, abbiamo dovuto ricorrere ad un aumento delle ore di lavoro remunerate, fino ad un quarto d'ora al giorno per ogni impiegato. Non siamo nelle cifre rosse ma l'impatto di queste misure resta moderato. Fortunatamente, i risultati dell'anno scorso erano stati piuttosto buoni.

Come fissate i tassi di cambio presso le banche?

Hofstetter: Li negoziamo in anticipo. Per quest'anno, abbiamo calcolato i nostri prezzi di vendita con un euro a 1,35 CHF. La decisione della BNS di fissare un tasso minimo ci rinfranca un po'. Per il prossimo anno stimiamo il corso dell'euro a 1,25 CHF.

Avete stipulato una copertura contro i rischi del cambio?

Hofstetter: No. Siccome non siamo sempre sicuri che i nostri clienti paghino e entro le scadenze, rischieremmo di dover pagare noi stessi dei costi supplementari alle banche.

A lungo termine, come contate prolungare la vostra posizione sui mercati degli stampi industriali?

Hofstetter: Investiamo nella ricerca e lo sviluppo e cerchiamo nuovi sbocchi. Ad esempio, di recente abbiamo registrato buoni risultati in paesi come la Turchia e la Russia. Da dieci anni possediamo una piccola produzione in India, per gli stampi delle scatole di margarina e l'imballaggio dei cibi. Abbiamo pensato di aprire un'altra fabbrica nella zona euro, ma esitiamo ancora dato che questo tipo di produzione necessita di competenze particolari.


Informazione

Biografia

Ritratto di Otto Hofstetter direttore della ditta Otto Hofstetter.

Dal 1997, Otto Hofstetter si occupa dell’impresa fondata da suo padre nel 1955. Dopo un apprendistato di meccanico ed una formazione economico-aziendale, ha lavorato in Francia ed in Inghilterra nel settore della fabbricazione di stampi per fiori e per imballaggi di cibo.

Ultima modifica 04.09.2015

Inizio pagina

https://www.kmu.admin.ch/content/kmu/it/home/attualita/interviste/2011/meta-nostri-fornitori-svizzeri-ha-diminuito-propri-prezzi.html