"Grazie ai contatti con i nostri clienti, riusciamo a rallentare le tendenze di fondo per gli anni a venire"

Spineart, un’impresa specializzata nell’ingegneria biomedica, esporta quasi la totalità dei suoi prodotti. Per far fronte al franco forte, il direttore amministrativo e finanziario Jérôme Ventura ha una parola d’ordine: l’innovazione.

L'impresa Spineart concepisce impianti chirurgici destinati alla colonna vertebrale. Fondata nel 2005, oggi Spineart dà lavoro a 50 persone. La maggior parte di queste lavora presso il suo sito principale a Ginevra ed una decina nei suoi locali new-yorkesi.

La vostra società si è lanciata in un settore molto specifico. Qual è il perché di questa scelta?

Jérôme Ventura: Spineart sente come vocazione il fare ricerca e sviluppo nella chirurgia ortopedica vertebrale. Si tratta infatti di un settore specifico, nel quale non ci si può avventurare senza un certo savoir-faire, che concerne sia l'ingegneria che i materiali e l'ambiente medico. I fondatori della società, Jérôme Levieux e Stéphane Mugnier, possedevano già una grande esperienza nei prodotti destinati alla colonna vertebrale al momento della fondazione di Spineart.

Quale posto occupa Spineart sul mercato mondiale degli impianti destinati alla colonna vertebrale?

Ventura: Spineart si trova tra il 10° ed il 15° posto al mondo, secondo il numero di chirurgie effettuate con i nostri prodotti. In testa alla classifica si trovano alcune grandi multinazionali, fra cui Medtronic, leader mondiale nelle tecnologie mediche, DePuy Spine, una filiale della Johnson & Johnson, ed anche Stryker. Seguono tre o quattro grosse società attive nel settore della chirurgia ortopedica.

Il mercato si rivela quindi largamente dominato da ditte americane. Ma osservando più attentamente, si vede apparire una tendenza di fondo. Nonostante gli americani detengano più del 90% del mercato mondiale, restano dietro all'Europa in termini d'innovazione, in quanto sono rallentati dalla Food and Drug Administration (organismo incaricato in particolare di verificare la sicurezza delle apparecchiature mediche, ndlr). E nel nostro settore ci si può sviluppare soltanto grazie all'innovazione. Se proponete un impianto che apporta grande confort al cliente ad un costo ragionevole, può diventare possibile entrare a far parte del mercato anche tra i maggiori attori.

Quale impatto ha la crisi del franco forte sulla vostra attività?

Ventura: Esportiamo quasi la totalità dei nostri prodotti. Soffriamo a causa del franco forte in quanto il 60-70% delle nostre spese si calcolano in franchi svizzeri. Questo rappresenta per noi una perdita di guadagno di circa il 15%. Ma risentiamo soprattutto della crisi economica mondiale. Siccome la chirurgia della colonna vertebrale non offre operazioni per il confort, ma degli interventi assolutamente necessari per i pazienti, certi economisti affermano che il nostro settore è anticiclico e quindi meno sensibile alle crisi economiche. Ma noi abbiamo constatato che in tempi difficili, dei pazienti che devono subire un intervento nel privato cambiamo a volte ospedale e si rivolgono a strutture pubbliche, più accessibili. E dato che le liste d'attesa sono molto più lunghe, questo può avere conseguenze sulla nostra attività.

Attraverso quali misure può un'impresa come la vostra palliare questa situazione?

Ventura: Per cominciare, è necessario adattarsi alle circostanze. Si può congelare un progetto per qualche tempo o dialogare con i fornitori e domandar loro uno sconto, ad esempio. In quest'ultimo caso, tuttavia, lo sforzo sollecitato deve rimanere sopportabile per garantire una relazione duratura con i fornitori in questione.

Per quanto ci riguarda, osserviamo un fenomeno interessante. La congiuntura attuale esercita una pressione globale sui prezzi. I principali attori che hanno sviluppato dei prodotti meno redditizi dei nostri devono quindi rimettersi in questione e ripensare il loro modo di produzione. Noi dovremmo approfittare di questa situazione per recuperare qualche particella di mercato. Infine, sta soltanto a noi sviluppare soluzioni così efficaci ed innovanti al punto che, anche in tempo di crisi, i chirurgi non possano rinunciarvi.

Come contate sviluppare le attività di Spineart?

Ventura: Cerchiamo di mettere a punto prodotti il più possibile universali. Un chirurgo deve poterli utilizzare qualunque sia la tecnica con la quale opera. Inoltre, cerchiamo di prendere sempre in considerazione le differenze culturali ed economiche tra i paesi.

La capacità della nostra impresa di restare in contatto con i suoi clienti, nello specifico, i chirurghi che utilizzano i nostri impianti, ci ha permesso di sviluppare dei prodotti efficienti, facili da utilizzare, e che rispondono alle aspettative. La collaborazione tra i nostri ingegneri ed i chirurghi dei più grandi ospedali si rivela quindi assolutamente fondamentale. Grazie a questo contatto, possiamo riuscire a frenare la tendenza di fondo per gli anni a venire. Siamo sempre pronti a guardare lontano e ad innovare sempre di più.


Informazione

Biografia

Ritratto di Jérôme Ventura direttore di Spineart.

Jérôme Ventura ha ottenuto un diploma in economia presso l’Istituto superiore di gestione di Parigi. Ha cominciato la sua carriera nella banca JP Morgan a Bruxelles, prima di diventare direttore presso lo studio di audit Arthur Andersen a Parigi. Prima di giungere a Spineart, Jérôme Ventura ha esercitato la funzione di direttore finanziario presso un’impresa di oltre 2'500 persone.

Ultima modifica 04.09.2015

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