Un avamprogetto per regolamentare l’IA sarà elaborato entro l’inizio del 2027
(23.09.2026) Con la firma della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale, la Svizzera si è impegnata ad apportare le modifiche necessarie al diritto elvetico, al fine di consolidare la sua posizione come polo d’innovazione, tutelare i diritti fondamentali e rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica nell’IA.
Un avamprogetto destinato alla consultazione sarà elaborato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nella primavera del 2027. Esso dovrà affrontare in particolare le questioni relative alla trasparenza, alla protezione dei dati, alla non discriminazione e alla vigilanza.
Attualmente, in Svizzera non esiste una legislazione trasversale specifica in materia di IA. Questa tecnologia, tuttavia, non si sviluppa in un vuoto normativo. Si applica infatti il quadro normativo generale, che impone alle imprese di rispettare le leggi vigenti, come la Legge federale sulla protezione dei dati (LPD), nonché le normative settoriali.
Inoltre, le società svizzere che immettono sul mercato dell’Unione Europea sistemi o modelli di IA per finalità generali sono soggette al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (legge sull’IA). Anche i fornitori e i deployer di Paesi terzi possono esservi soggetti qualora i risultati generati da un sistema di IA siano utilizzati all’interno dell’UE. Va inoltre sottolineato che le disposizioni della legge sull’IA in materia di trasparenza si applicano dall’agosto 2026. Tali disposizioni prevedono, in particolare, l’obbligo di segnalare chiaramente i deepfake e i testi di interesse pubblico generati o manipolati mediante IA. I cittadini devono altresì essere informati quando interagiscono con un sistema di IA interattivo, ad esempio un chatbot.
