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"L’India figura tra i mercati più attrattivi per le imprese svizzere"

L’accordo di libero scambio siglato nel marzo 2024 con l’India offre alle PMI svizzere un vantaggio rispetto alle concorrenti europee e britanniche. A condizione, però, di anticipare le possibili insidie, come spiega Deepti Sharma, responsabile per l’India e il Sud-est asiatico presso Switzerland Global Enterprise.

L’Accordo di partenariato economico e commerciale (TEPA) tra l’AELS (di cui la Svizzera è membro) e l’India è entrato in vigore il 1° ottobre 2025. I dazi doganali sono stati aboliti o ridotti su numerosi prodotti, con un risparmio stimato fino a circa 167 milioni di franchi per gli esportatori svizzeri. In un contesto in cui molte imprese tentano di rafforzare la sicurezza delle proprie catene di approvvigionamento e di diversificare i mercati di sbocco, l’accordo con il Paese più popoloso del mondo, nonché quarta economia mondiale sostenuta da una crescita annua compresa tra il 6% e il 7%, rappresenta un importante sostegno per le PMI elvetiche. Ciononostante, stabilire una presenza in India richiede una buona comprensione di un mercato altamente frammentato, di requisiti di conformità talvolta complessi e della necessità di stringere solide partnership, spiega Deepti Sharma, responsabile per l’India e il Sud-est asiatico presso Switzerland Global Enterprise.

A due anni dalla firma e a nove mesi dall’entrata in vigore del TEPA è già possibile tracciarne un primo bilancio?

Deepti Sharma: Dalla firma dell’accordo osserviamo chiaramente una dinamizzazione del mercato. L’India figura ormai tra i mercati esteri più attrattivi agli occhi delle imprese svizzere: nel 2024 e nel 2025 il Paese si è classificato tra i primi tre mercati mondiali per volume di richieste rivolte a Switzerland Global Enterprise (S-GE), mentre in precedenza occupava soltanto la decima posizione. Il TEPA non sostituisce un piano di ingresso sul mercato ben definito, ma rafforza i punti di forza delle aziende che si preparano adeguatamente.

Quali settori beneficiano maggiormente dell’accordo?

Sharma: Le analisi condotte da S-GE mostrano che le imprese svizzere attive nell’industria metalmeccanica ed elettrica e settori tecnologici correlati (MEM), nel settore della mobilità, in quello delle tecnologie mediche, nell'industria farmaceutica, nell'industria chimica e nell'orologeria sono ben posizionate per trarre vantaggio dalle nuove condizioni quadro. Anche altri comparti ad alto valore aggiunto, come i semiconduttori, l’elettronica, la fotonica e le tecnologie spaziali, si registra una rapida crescita in India. Le aziende svizzere attive in questi settori hanno tutto da guadagnare dall'esplorazione delle opportunità offerte da questo mercato.

Quali sono i principali ostacoli per un’impresa svizzera che desidera stabilire una presenza in India?

Sharma: Alcuni considerano l’India come un mercato unico e omogeneo. In realtà si tratta di un Paese molto vasto, con quasi 1,5 miliardi di abitanti, suddiviso in diversi mercati regionali. Il quadro normativo può variare da una regione all’altra, così come le pratiche commerciali e le aspettative dei clienti. Inoltre, le imprese tendono spesso a sottovalutare la complessità delle procedure di conformità, che implicano non solo registrazioni nazionali di prodotti e servizi, ma talvolta anche ulteriori obblighi a livello regionale. Un altro aspetto importante riguarda la scelta del modello di presenza sul mercato: partner di distribuzione, joint venture con una controparte indiana oppure filiale. Anche la selezione del personale e la fidelizzazione dei migliori talenti possono rivelarsi attività che richiedono molto tempo per un’impresa con sede in Svizzera che intende espandersi in India. Per questo motivo è fondamentale pianificare con cura l’ingresso nel mercato, ad esempio avvalendosi del supporto di organismi specializzati nello sviluppo internazionale, come S-GE.

A quali rischi contrattuali occorre prestare attenzione?

Sharma: Non bisogna trascurare le condizioni di pagamento e le clausole di uscita in caso di rescissione del contratto. Si raccomanda inoltre di affrontare fin da subito le questioni legate alla protezione della proprietà intellettuale, in particolare negli accordi di joint venture o di partenariato. L’accordo di distribuzione con un partner locale dovrebbe definire il territorio e le eventuali clausole di non concorrenza. Le parti contraenti dovrebbero inoltre stabilire quanto prima la giurisdizione competente per la risoluzione delle controversie. Ad esempio, è possibile registrare il contratto in Svizzera oppure fare ricorso a uno Stato terzo. Si tratta tuttavia di una decisione da prendere caso per caso, in funzione delle esigenze e degli obiettivi di ciascuna impresa.

Come far valere un contratto in caso di controversia? Ci si può affidare alle autorità locali?

Sharma: La migliore tutela resta la scelta di un partner affidabile e una buona conoscenza pratica del mercato. A tal fine, le imprese possono rivolgersi a S-GE e allo Swiss Business Hub India per la valutazione dei potenziali partner. In caso di problemi di natura normativa o operativa, come ritardi nei pagamenti, possono fare riferimento all’Ambasciata di Svizzera a Nuova Delhi e, se necessario, alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Nella pratica, tuttavia, molte situazioni si risolvono recandosi sul posto o grazie all’intervento di un partner locale. Il mercato indiano continua infatti a privilegiare le relazioni personali. Per quanto ci risulta, il ricorso all’arbitrato o ai tribunali è ancora piuttosto raro.

L’India ha inoltre siglato accordi di libero scambio con l’UE e il Regno Unito, che entreranno in vigore nei prossimi mesi. Quale vantaggio competitivo resta ai Paesi dell’AELS, e quindi alla Svizzera?

Sharma: Le imprese svizzere beneficiano già dell’abolizione dei dazi doganali sul 39% delle linee tariffarie, un vantaggio che consente loro di conquistare quote di mercato prima dei concorrenti. Alcuni prodotti di nicchia restano soggetti ai dazi, ma con riduzioni significative. I vini svizzeri, ad esempio, sono attualmente tassati al 75%, rispetto al 150% applicato in precedenza. Le imprese possono tenersi aggiornate sulle ultime novità e accedere alle reti di riferimento tramite la Camera di commercio svizzero-indiana, le associazioni di categoria e le camere di commercio cantonali.

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