Accanto alla politica in materia di formazione e di ricerca, la politica d'innovazione è uno dei pilastri importanti delle attività dello Stato in questo campo tematico così significativo per la moderna società del sapere. L'innovazione è nel contempo la chiave per la competitività sostenibile dell'economia svizzera e in particolare delle PMI che devono affrontare in misura crescente la concorrenza sui mercati in fase d'apertura.
Nel suo messaggio del 24 gennaio 2007 concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2008-201165, il Consiglio federale ha fissato le linee generali della politica federale in materia di innovazione. Un progressivo sfruttamento delle conoscenze risultanti dalla ricerca di base nonché il rafforzamento della coordinazione tra il Fondo nazionale svizzero (FNS) e la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) da un lato e l'economia privata dall'altro rientrano tra gli obiettivi espliciti. In questo contesto, le PMI possono trarre vantaggio non solo indirettamente dal know how di coloro che hanno terminato gli studi o dal rafforzamento della ricerca applicata, ma anche direttamente partecipando a molteplici programmi tra cui, per esempio, quello concernente la ricerca nel campo dei materiali sostenuto dall'FNS oppure il programma Top Nano (nanotecnologie) della CTI che nel frattempo è già stato portato a termine.
Le due agenzie di promozione FNS e CTI hanno intensificato già in passato la loro collaborazione che in futuro dovrà diventare ancora più sistematica, soprattutto affinché le imprese e i ricercatori svizzeri possano partecipare meglio e in maggior misura a programmi e a iniziative di promozione a livello internazionale disponendo dei mezzi finanziari necessari. Per esempio, nell'ambito del 7° programma quadro di ricerca dell'UE al quale la Svizzera è associata a pieno titolo, soltanto per il settore relativamente piccolo della «Ricerca per le PMI» sono previsti 1,3 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Questo punto del programma dell'UE è complementare alla promozione di progetti svolta in Svizzera dalla CTI.
Ma anche il già menzionato potenziale della ricerca fondamentale dovrà essere valorizzato maggiormente tramite una collaborazione più sistematica tra le scuole universitarie e l'economia. Approcci promettenti sono stati sviluppati tra l'altro insieme ai consorzi TST comprendenti elementi specifici atti a promuovere il cosiddetto pull effect. Così viene descritto il meccanismo che permette alle imprese, in particolare alle PMI, di «estrarre» il sapere dalle scuole universitarie. In tal modo si vuole offrire alle imprese la possibilità di profittare maggiormente delle conoscenze generate dalle scuole universitarie svizzere immettendo con successo beni o servizi sul mercato e creando in tal modo valore aggiunto e ulteriori posti di lavoro. Normalmente, le grandi imprese dispongono delle capacità e del know how necessari per partecipare alle attività di ricerca delle scuole universitarie per loro interessanti. Le PMI, invece, molte volte non sono in grado di fare altrettanto e non possono quindi sfruttare le competenze delle scuole universitarie. Per quanto riguarda le prestazioni relative alle innovazioni, il messaggio ERI stima tra 10 000 e 15 000 le imprese che, sebbene dispongano del potenziale necessario, non collaborano affatto con le scuole universitarie oppure lo fanno solo in parte. Nel periodo 2008-2011, la CTI intende mettere queste imprese in contatto con organismi di coordinamento quali i consorzi TST, i parchi tecnologici e altre istituzioni, sostenendole nella ricerca di partner tra le scuole universitarie.
Per gli anni 2008-2011 sono previsti a favore dell'FNS in totale 2728,4 milioni di franchi, di cui 2264,4 milioni destinati alla ricerca di base libera e al promovimento di nuove leve accademiche, e 353 milioni riservati alla ricerca applicata dei poli di ricerca e dei programmi di ricerca nazionali (compresi i progetti concernenti il trasferimento di sapere e tecnologia).
Nel quadro del promovimento dell'innovazione da parte della Confederazione, la CTI è l'agenzia federale che promuove direttamente le PMI. A tale scopo ricorre a diversi strumenti come per esempio al promovimento classico di progetti di ricerca applicata, alla promozione dell'imprenditorialità e di nuove imprese. Mentre le ultime due misure sono orientate in modo specifico alla creazione di neoimprese, il promovimento di progetti va oltre e riguarda anche imprese già esistenti costrette a introdurre innovazioni all'interno dell'azienda per motivi di competitività. La CTI si assume le spese risultanti per le scuole universitarie mettendo in tal modo quasi gratuitamente a disposizione dell'impresa le capacità di ricerca e di sviluppo.
Il bilancio della CTI è positivo. Nel 2006, ha sostenuto 217 progetti promettenti di R&S ai quali hanno partecipato più di 450 imprese, stanziando a tal fine 78 milioni di franchi. L'attuazione di questi progetti ha prodotto una cifra d'affari nel settore R&S pari a 192 milioni di franchi; l'economia ha dunque investito 1,4 franchi per ogni franco versato dallo Stato. Durante gli ultimi dieci anni, la CTI ha sostenuto circa 4500 progetti. Come partner economico vi hanno partecipato più di 5000 imprese di cui l'80 per cento erano PMI. Questi progetti hanno generato volume di ordinazioni di circa 3 miliardi di franchi nel settore della ricerca e dello sviluppo. L'economia si è assunta il 60 per cento dei costi e la Confederazione il 40 per cento.
Questa forma di promovimento dell'innovazione segue una lunga tradizione e viene costantemente ottimizzata. Da un lato si tratta di sostenere volutamente anche progetti a rischio elevato. Dall'altro lato il processo amministrativo viene ristrutturato e reso più semplice per le imprese. A queste non verrà più chiesto di presentare fin dall'inizio una documentazione completa e dettagliata; in una prima fase dovranno fornire una breve descrizione del progetto e soltanto in seguito, ossia dopo l'approvazione sostanziale del progetto da parte degli esperti, una documentazione più approfondita e completa. In tal modo l'impresa evita spese elevate inutili per l'elaborazione, inoltre viene abbassata la barriera psicologica legata alla presentazione di un nuovo progetto. Nel prossimo periodo 2008-2011 i mezzi previsti per il finanziamento delle attività di promozione della CTI ammontano a un totale di 532 milioni di franchi.
Un miglior accesso alle scuole universitarie e alle loro capacità costituisce un fattore molto interessante per ambo le parti. Le PMI possono realizzare più in fretta i loro progetti e raggiungono con maggiore velocità il mercato con prodotti e servizi innovativi. Per contro, le scuole universitarie profittano della stretta collaborazione con la pratica e imparano a orientare meglio il trasferimento di sapere e tecnologia verso i bisogni dell'economia. Per questa ragione è molto importante ottimizzare i contatti tra i due mondi continuando ad eliminare ulteriori ostacoli. Inoltre, bisognerà rivolgere un'attenzione particolare anche alle questioni riguardanti la proprietà intellettuale e i diritti di brevetto dal momento che accanto alle differenze culturali e alle spese amministrative queste svolgono un ruolo centrale e decisivo nei ragionamenti delle imprese.
La CTI promuove l'imprenditorialità tramite misure di sensibilizzazione, l'informazione e una formazione orientata alla pratica (iniziativa venturelab). Inoltre, favorisce la creazione e lo sviluppo di imprese orientate alla crescita (promovimento start-up) offrendo loro una consulenza professionale. Dal 2004 in poi, più di 14 000 persone hanno assistito in Svizzera a manifestazioni organizzate da venturelab potendo perfezionare in tal modo le loro competenze in campo imprenditoriale. Ogni anno la CTI sostiene più di 100 neoimprese. Circa un quarto di esse viene insignito col marchio CTI start-up. Questo marchio è riconosciuto in Svizzera come certificazione della qualità di crescita sostenibile e facilita l'accesso al capitale di rischio privato. Le nuove imprese che hanno ottenuto questo marchio hanno potuto mobilizzare circa 100 milioni di franchi all'anno di capitale di rischio. L'85 per cento delle imprese insignite col marchio CTI sono attive ancora dopo diversi anni. Dal 1996 in poi, ossia da quando l'iniziativa è stata lanciata, hanno creato più di 4000 nuovi posti di lavoro altamente qualificati.
65 FF 2007 1131